Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2022 12:45

Valentino Rossi si ritira.

Paolo Borgognone ·

Valentino Rossi si ritira. Il pilota italiano classe 1979, nove volte campione del mondo, ha comunicato, in una conferenza stampa straordinaria in occasione del Gp di Stiria sul circuito austriaco dello Spielberg, la sua intenzione di chiudere la carriera alla fine di questa stagione motociclistica.

"E' un momento triste per me - ha detto un emozionato Valentino davanti a una platea di giornalisti, alcuni anche in collegamento da remoto - e avrei voluto correre per altri 25 anni. E' stato un viaggio infinito, nel corso del quale ho vissuto momenti divertenti, la mia carriera è stata molto lunga e per fortuna ho vinto tante gare. Dal prossimo anno la mia vita cambierà perché non sarò più in sella a una moto. I motivi di questa scelta sono diversi. Nel 2018 avrei anche potuto vincere qualche Gp, nel 2019 le cose sono cambiate ma non so spiegare esattamente in che modo. Anche l'anno scorso ero lì, ma alla fine della stagione ho avuto più problemi a reggere il confronto con gli altri piloti. Questo perché i miei colleghi sono sempre più atleti e il livello della Moto Gp è molto alto".

Pilota per sempre

Rossi ha spiegato che questo è il momento giusto per lasciare, anche se avrebbe potuto continuare, "per esempio con il mio team e al fianco di mio fratello Luca Marini. Ma alla fine bisogna prendere delle decisioni che dipendono anche dai risultati e la mia è questa. Due anni fa non ero pronto a smettere, adesso va bene cosi". 

Valentino ha comunque una nuova sfida davanti. "Adoro correre con le auto e penso che lo farò già l'anno prossimo. Non so ancora dove e con chi, certo non allo stesso livello delle moto, è qualcosa che dobbiano ancora capire. Mi sono comunque allenato, facendo qualche gara ogni anno. Mi piacerebbe guidare a Le Mans alla 24 ore. Vedremo". 

Top e flop

Inevitabile una carrellata di ricordi sui momenti più belli e quelli meno piacevoli di una carriera durata 25 anni. "Alcune vittorie sono state gioia pura, mi ritrovavo a ridere dopo una settimana dalla gara. Credo che di tutte quelle che ho conquistato le migliori siano stati tre mondiali. Nel 2001, quando vinsi nella 500, nel 2004 al primo anno con la Yamaha e nel 2008. Ero reduce da due anni senza vittoria dopo 5 titoli consecutivi e di solito questo significa che una carriera è al termine. Ma grazie alle Bridgestone sono riuscito a tornare la vertice e ho vinto altre due volte". 

I rimpianti sono legati soprattutto alla mancata conquista del decimo titolo, "lo avrei meritato e per due volte ho perso all'ultima gara" e agli scarsi risultati con la Ducati. "un pilota italiano campione del mondo su una moto italiana. Avremmo fatto la storia".

infine Rossi ha una parola anche per i suoi tantissimi tifosi. "Mi hanno sempre dato un sostegno incredibile. Molti sono nati con me, quando ero già in pista e non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto ovunque andassi. Loro sanno che ho sempre dato il massimo e se penso a una cosa bella è questa: avere avvicinato tanta gente, in italia e non solo, al motociclismo".

Una carriera a due ruote

Nato a Urbino e cresciuto a Tavullia, figlio di Graziano, a sua volta pilota di due ruote, Valentino Rossi è l'unico campione nella storia del motomondiale ad aver vinto il titolo iridato in quattro classi differenti: 125 (1 titolo), 250 (1), 500 (1) e MotoGp (6 titoli). Nel complesso ha conquistato, come detto, 9 mondiali, di cui 5 consecutivi tra il 2001 e il 2005, in sella prima alla Honda e poi alla Yamaha.

Per tutta la sua carriera ha indossato il numero 46, dedicato a un pilota giapponese di cui è sempre stato appassionato tifoso, Norifumi Abe, da cui trasse anche il primo soprannome con cui era noto nel paddock, "Rossifumi". A lui sono stati dedicati due fumetti e anche un film d'animazione. 

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