Ultimo aggiornamento  08 dicembre 2021 22:42

Vacanze, i modi per abitare a quattro ruote.

Valerio Antonini ·

Anche se non si dispone di un camper, le alternative per vivere una vacanza all'aria aperta, utilizzando la propria vettura per campeggiare, non mancano: dalla tipica roulotte agli allestimenti per furgoni, passando per il caravan nel cassone del pick-up e per le tende da tetto. Ecco nel dettaglio come funzionano, e le regole da seguire per campeggiare in mezzo alla natura.  

Roulotte al seguito

La roulotte è un rimorchio allestito a uso abitativo agganciato a una vettura. La definizione del mezzo per il codice della strada è caravan, termine che deriva da una parola persiana, che significa “palazzo della carovana”. Rispetto al camper ha in genere un prezzo di acquisto parecchio inferiore a parità di superfice, oltre ad avere minori costi di manutezione ed ha il vantaggio di poter essere sganciata facilmente dall'auto, che quindi raggiunta la destinazione è utilizzabile per gli spostamenti. Inoltre, a parità di lunghezza, garantisce spazi più ampi a bordo e un maggiore comfort. Di contro, rispetto al camper ha una minore manovrabilità e costi di pedaggio maggiori. Uno dei limiti è il parcheggio su strada, possibile solo su determinate piazzole di sosta e stazioni di servizio.   

È opportuno sempre fare molta attenzione alla guida, soprattutto in discesa, visto che la roulotte aggiunge peso e risente maggiormente del vento. Le moderne roulotte sono dotate di ganci stabilizzatori rinforzati, che riducono sbalzi e movimenti ondulatori del rimorchio rendendo quasi impercettibile il "colpo d'aria" causato da folate di vento laterale o dal sorpasso di automezzi più pesanti. Sulle roulotte più moderne, inoltre, tra gli optional figura di solito il sistema anti-sbandamento, che interviene per riallineare il mezzo alla direzione di marcia.

Raramente le roulotte di serie sono autonome sul piano energetico, per cui dovrete probabilmente dotarvi di una batteria esterna oppure di un generatore. Nelle soste brevi il caravan può sfruttare la batteria del veicolo trainante per alimentare i servizi minimi come l’illuminazione di bordo. I prezzi di una roulotte nuova partono da circa 10mila euro e possono arrivare anche a oltre 40mila euro in base alle dotazioni.  

Caravan nel pick-up 

Un’altra possibilità per campeggiare con un’automobile è installare un mini caravan nel cassone di un pick-up, che diventa temporaneamente un piccolo camper. Esistono in commercio varie cellule abitative prodotte da aziende specializzate, omologate e realizzate su misura per vari modelli di pick-up.

Per guidare il veicolo con la patente standard B il peso complessivo non deve superare le 3 tonnellate e mezzo. Inoltre, serve una vettura funzionale alla trasformazione: consigliamo pick-up con cabina a 2 porte, che rispetto a quelli con cabina a 4 porte hanno il vantaggio di avere un cassone mediamente più lungo di 40/50 centimetri. Di conseguenza, potrà essere montata una struttura abitativa più spaziosa.

I prezzi delle cellule variano in base ai differenti materiali con cui sono realizzate le scocche. Le strutture in alluminio sono le più economiche mentre quelle in carbonio o vetroresina costano di più. Per avere questi mini caravan già completi di allestimento interno si può spendere dai 10mila ai 25mila euro.  

Van conversion 

Se si è in possesso di un furgone è possibile realizzare una “van-conversion” e trasformarlo in un vero e proprio camper. I commerciali leggeri sono i più economici e versatili, il giusto compromesso tra spazio a bordo e manovrabilità. Grazie alle dimensioni simili a quelle di autovetture (meno di 5 metri di lunghezza e circa 2 metri di altezza) possono essere allestiti con semplici kit rimovibili, ma è possibile anche realizzare trasformazioni più radicali.

I prezzi variano in base al mobilio con cui viene allestito il van, ma possono essere anche contenuti sotto i 5mila euro se si vuole realizzare un camper senza troppi fronzoli. Suggeriamo di rivolgersi sempre ad aziende specializzate per rendere la trasformazione più semplice, sicura e nel pieno rispetto delle normative, e anche perchè la burocrazia limita le conversioni di furgoni "fai da te" proprio per il rischio di lavori mal eseguiti.

Queste modifiche nacquero negli anni ’60 quando si diffusero le prime correnti hippy. I  “figli dei fiori” si muovevano spesso a bordo di improvvisati mezzi abitabili a 4 ruote, di solito trasformazioni del celebre furgoncino Bulli della Volkswagen, perfetto per essere “svuotato” dei sedili e riconvertito. Un'alternativa (più costosa) ai furgoni allestiti aftermarket sono i van camperizzati già dal costruttore, o da aziende ad esso collegate. Il più famoso tra questi è il Volkswagen California, disponibile oggi nella versione 6.1, basato sul commerciale leggero Transporter.

Tenda da tetto  

Qualora abbiate programmato un weekend in campeggio da soli, in coppia, o massimo in 4 ecco una soluzione “smart”, economica e funzionale per dormire all’aperto in tutta sicurezza: montare una tenda da tetto sulla vostra auto. Farlo è ancora più semplice che fissare quelle tradizionali sul terreno con i picchetti: si agganciano alle barre sul tetto come dei normali box portapacchi, rispetto a cui hanno dimensioni, e quindi una resistenza all'aria, simili. Una volta arrivati a destinazione basta rimuovere la copertura da viaggio e aprire la tenda tramite l'apposito meccanismo. Per accedere alla tenda viene fornita una scaletta chiudibile.

Inoltre, queste includono quasi sempre anche un materassino su misura già pronto all’utilizzo, oppure - a seconda dei modelli - gonfiabile. Si tratta di una tecnica di campeggio utilizzata solitamente dagli avventurieri dell’off-road, utile per proteggersi da eventuali animali selvatici notturni, in particolare quando ci si trova nell’erba alta. Inoltre, permette di sostare su terreni fangosi, freddi o sconnessi. I prezzi sono di gran lunga superiori alle tende da campeggio tradizionali visto che partono da circa 1.500 euro.   

Dove andare? Basta informarsi 

Al momento non esiste una legge a livello nazionale che regolamenti il campeggio libero, ovvero la sosta prolungata (almeno fino a 24 ore, per intervalli inferiori si parla di bivacco) in zone non appositamente allestite. Questa casistica rientra nella gestione del turismo, che è una disciplina demandata alle regioni.

In Italia, quindi, la normativa a riguardo può variare a seconda della regione in cui ci si trova e, a complicare le cose, anche i comuni o gli enti che gestiscono i parchi naturali possono emanare ordinanze in tal senso, limitate ai territori di loro competenza. Il consiglio è quindi quello di informarsi prima di partire, magari anche contattando di persona l'ufficio turistico o il comune della località di destinazione.

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