Ultimo aggiornamento  27 gennaio 2023 08:51

Ponte sullo stretto, sì allo studio di fattibilità.

Redazione ·

“Per dar seguito all’impegno del governo espresso alla Camera, si dovrebbe procedere con la redazione di un progetto di fattibilità tecnica e economica, indagando tutti gli aspetti dal punto di vista ingegneristico, naturalistico, sismico per le due opzioni che sono state presentate”. Così si è espresso oggi il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini, in audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, a proposito del progetto della costruzione di un ponte sullo stretto di Messina che colleghi Calabria e Sicilia.

Secondo il rappresentante del governo la prima fase della valutazione di fattibilità - affidata verosimilmente a Italferr, società del Gruppo Ferrovie - potrebbe concludersi entro la prossima primavera, così da avviare successivamente un dibattito pubblico che porti all'eventuale individuazione di risorse da inserire nella Legge di Bilancio per il 2023 e negli anni successivi. Questo studio potrebbe essere finanziato con i 50 milioni di euro già reperiti dalla “Finanziaria” 2021.

Il ministro ha anche auspicato l’istituzione di un gruppo di lavoro “dedicato a supportare e coordinare l'intero processo, con la partecipazione di esperti e rappresentanti dei ministeri coinvolti”.

Giovannini ha sottolineato quindi il lavoro già svolto e che ha riguardato la domanda di mobilità pre-Covid-19 nell’area dello Stretto. “Ne è emerso - dice il ministro -  che i volumi di traffico sono rilevanti, rispetto alla scala nazionale: 11 milioni di passeggeri l'anno, paragonabili a quelli movimentati dagli aeroporti siciliani. Inoltre è stato rilevato il passaggio di 0,8 milioni veicoli pesanti per il trasporto merci e 1,8 milioni leggeri per le persone, sempre in un anno”.

Lavori in corso

Giovannini ha poi voluto sottolineare come siano state programmate in ogni caso  alcune azioni ,“per un costo totale di 510 milioni di euro, da completare entro il 2025 ", volte a migliorare “l'attraversamento dello Stretto, con conseguenze positive sul benessere dei cittadini e la competitività delle imprese”.

Gli interventi prevedono, oltre alla riqualificazione degli scali ferroviari interessati, anche l’ibridizzazione della flotta di treni e l’elettrificazione di quella navale “con la eliminazione della trazione diesel”.

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