Ultimo aggiornamento  27 novembre 2021 08:40

Carrozzerie, a ognuno il suo formato.

Angelo Berchicci ·

Come in tutti i settori, anche nell'automotive i gusti dei consumatori sono in costante evoluzione. Basti pensare che le classiche berline a 3 volumi erano un must fino a 20 anni fa, mentre oggi sono sempre meno richieste, e viceversa i mezzi a ruote alte - che oggi vanno per la maggiore - in passato venivano associati per lo più a vetture specialistiche o da lavoro.

A tutto ciò si aggiunge una naturale tendenza dei costruttori a diversificare i prodotti, creando nuove nicchie di mercato. Il risultato è un boom di formati di carrozzeria inediti (anche se in alcuni casi si tratta di rivisitazioni di idee del passato), anticonvenzionali e soprattutto di tipo "crossover", ovvero che mischiano elementi tipici di due o più categorie. Proviamo a fare ordine nella selva di sigle e termini anglofoni utilizzati per indicare queste vetture "atipiche".

Non esistono chiavi di lettura fisse

Partiamo con il dire che quando i designer si esprimono non esistono chiavi di lettura fisse, ed è difficile etichettare ogni auto in maniera rigida. Le differenze tra una categoria e l'altra spesso sono rappresentate da sfumature o interpretazioni soggettive, e proprio per questo è utile dare delle linee guida generali, ma senza voler ricondurre per forza tutte le carrozzerie in schemi preimpostati.  

Tradizionalmente le berline si possono distinguere in 3 volumi, con bagagliaio separato dall'abitacolo (chiamate anche sedan), o 2 volumi, quindi con portellone posteriore (cosiddette compatte o hatchback), da non confondere con le familiari o station wagon, ovvero versioni più ampie e spaziose (sempre con portellone) delle berline da cui derivano. Le cose iniziano a complicarsi quando si cerca di unire sedan e compatte.

Berline con la coda solo accennata

In questo caso si parla di 2 volumi e mezzo: il terzo volume posteriore della carrozzeria è presente, anche se più corto (spesso è appena accennato), e l'apertura può essere affidata sia a un bagagliaio sia a un portellone comprendente il lunotto, come sulle compatte. Si tratta di un formato di carrozzeria oggi non molto gettonato (il principale esempio è forse la Toyota Prius), ma utilizzato in passato su vetture piuttosto diffuse, come la Fiat Brava, l'Alfa Romeo 146, le Citroen XM e C5 e l'Opel Astra seconda serie.

Passiamo ora alle "fastback". Applicato alle berline (nasce infatti con le coupé, come la prima Ford Mustang), questo termine indica tutto ciò che abbiamo già detto per le 2 volumi e mezzo, ma in chiave più sportiva, e quindi con una forma della coda molto spiovente. Tipiche berline fastback del passato erano la Citroen CX e la Rover SD1, mentre oggi tra le vetture con questo formato citiamo la Hyundai i30 Fastback, l'Honda Civic, la Hyundai Ioniq, e la nuova Citroen C5 X, che coniuga il tutto con una carrozzeria crossover a ruote alte.

Più sportive e filanti

E le berline-coupé (o coupé a 4 porte)? Si tratta di berline a 3 volumi, spesso derivate da modelli tradizionali, rispetto a cui si differenziano per una linea del tetto più bassa e filante e montanti - soprattutto quelli posteriori - più inclinati, in modo da farle assomigliare nell'aspetto a delle coupé (in questo aiuta anche l'assenza delle cornici dei finestrini).

Possono essere considerate le eredi spirituali di quelle che negli anni '30 erano chiamate "berline aerodinamiche", e inizialmente si sono diffuse a partire dal segmento premium (l'antesignana di tutte le moderne berline-coupé è stata la Mercedes CLS del 2004). Oggi alcune delle auto con questo formato sono la Volkswagen Arteon, la Bmw Serie 4 Gran Coupè o l'elettrica Audi e-tron GT.

Tema e variazione

Semplificando si può affermare che le shooting brake stanno alle station wagon come le coupé a 4 porte stanno alle berline. Si tratta infatti di una variazione in chiava sportiva della carrozzeria familiare, che mantiene il portellone posteriore ma assume un look più filante. Ne sono un esempio la Mercedes CLA Shooting Brake, la Kia ProCeed e l'elettrica Porsche Taycan Cross Tuirsmo. Ma il termine shooting brake viene applicato anche alle coupé con portellone posteriore, come la Bmw Z3 Coupé del 1998, la Ferrari FF del 2011 e, andando più indietro nel tempo, la Volvo P1800 Sport Estate del 1971.

Infine, i suv-coupé, nicchia creata dalla Bmw X6 del 2007, che rappresenta una variazione del tema suv, con una linea del tetto e un lunotto più rastremati e sportiveggianti. Si tratta di una schiera sempre più nutrita di vetture, di cui citiamo solo alcuni modelli: la Mercedes GLC Coupé, l'elettrica Audi Q4 e-tron Sportback e la Renault Arkana. Insomma, come si dice in questi casi: la diversità è ricchezza.

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