Ultimo aggiornamento  21 ottobre 2021 02:08

Stellantis, bene nel primo semestre 2021.

Edoardo Nastri ·

Primo semestre positivo per il gruppo Stellantis. Il gruppo nato dalla fusione tra Psa e Fiat Chrysler ha registrato ricavi netti pari a 75,3 miliardi di euro (segnando una crescita ipotetica sull’anno precedente, quando ancora non esisteva, del 46%), e un forte margine dell’11,4%, più del doppio rispetto a quanto previsto a marzo.

Risultati che hanno portato Stellantis a rivedere al rialzo le previsioni di margine per l’anno in corso, ora dichiarate sulla soglia del 10%, ben oltre il 5,5%-7,5% prospettato dal ceo Carlos Tavares a inizio anno. I risultati di margine oltre le aspettative arrivano per il primo semestre 2021 da diverse regioni: 16,1% sul mercato Nord americano grazie principalmente a Jeep e Ram e 8,8% in Europa.

Bene Europa e Nord America

I ricavi registrati in Europa hanno subito un aumento del 41% attestandosi a 32,4 miliardi di euro, mentre in Nord America sono arrivati a 32,5 miliardi (+42%). Meno performanti le altre regioni del mondo: 2,5 miliardi di ricavi da Medio Oriente e Africa e appena 1,9 miliardi dalla regione asiatica che comprende Cina, India e Pacifico.

La crisi dei chip è costata 700mila auto

Il flusso di cassa è negativo: -1,1 miliardi di euro. Pesa la crisi dei semiconduttori provenienti dall’Asia che sta avendo effetti negativi sulla produzione in tutte le regioni in particolare Europa e Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato da Stellatis, l’aumento delle prospettive di margine si realizzerà a condizione che “non ci sia un ulteriore peggioramento della disponibilità dei semiconduttori nei prossimi mesi”.

Secondo da Richard Palmer, direttore finanziario di Stellantis, il fenomeno ha fino a questo momento provocato perdite in termini di produzione di circa 700mila veicoli e la situazione non è migliorata negli ultimi mesi provocando un forte impatto sul costo delle materie prime. Il manager ha comunque confermato l’obiettivo di risparmio costi dalla sinergia della fusione pari a 5 miliardi di euro, di cui l’80% si realizzerà entro il 2024.

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