Ultimo aggiornamento  20 settembre 2021 16:31

Porsche, l'auto del futuro è un van.

Paolo Odinzov ·

Come potrebbero essere gli interni di un’automobile del domani? Alla domanda i designer di Porsche hanno risposto realizzando sotto forma di rendering, all'interno del progetto Inner Life, il Renndienst. Ovvero un minivan adatto alle famiglie per un massimo di 6 persone, sviluppato partendo dall’abitacolo verso l’esterno, e che apre la strada a soluzioni di design ben diverse da quanto siamo abituati a vedere oggi sulle auto prodotte a Zuffenhausen.

Una scultura vista dell'esterno

“Abbiamo pensato a come rendere affascinante un abitacolo che è così lontano dai classici interni di un'auto sportiva, e a come potrebbe essere progettata la guida autonoma. Non diamo per scontato che i nostri clienti vogliano rinunciare all'uso del volante, ma per poter pensare liberamente al futuro è necessario superare i limiti”, dice Michael Mauer numero uno del centro stile Porsche di Weissach.

Vista dall'esterno una Porsche è una scultura, un'opera d'arte. L'interno aggiunge un'altra dimensione. Le auto con interni insoddisfacenti non sopravvivono a lungo, perché non è possibile costruire un legame emotivo con loro. In futuro ci saranno ancora interruttori e pulsanti fisici nell'abitacolo. Tuttavia, se un giorno dovessi avere meno azioni da fare per condurre una vettura, anche questo aspetto potrebbe cambiare.”

Sedile che ruota a 180 gradi

Secondo i progettisti la posizione di seduta centrale nel Renndienst ribadisce l'autodeterminazione che le auto Porsche rappresentano. Lo spazio a bordo è quindi completamente adattabile alle esigenze, una soluzione resa possibile dal propulsore elettrico nascosto nel sottoscocca.

Il sedile del conducente può essere ruotato con un semplice movimento del polso di 180 gradi verso i passeggeri, quando viene demandato all’auto il compito di gestire le funzioni di marcia. Il cockpit diventa un centro di comunicazione con 5 strumenti rotondi, e gli schermi per i passeggeri a destra e a sinistra possono essere azionati individualmente o ripiegati sul cruscotto

La digitalizzazione detta legge

“In passato, prima di un viaggio, digitavamo la nostra destinazione nel sistema di navigazione. Oggi prepariamo il percorso sui nostri smartphone stando seduti sul divano e poi lo inviamo in macchina. Molti giovani non sono più affascinati solo dall'estetica di un prodotto, ma dalle opportunità che questo offre loro. L'esperienza utente complessiva, quando si tratta di interior design, è dedicata allo stile di vita digitale e alla relazione tra guidatore, passeggeri e veicolo. Nella Taycan abbiamo dimostrato quanto pensiamo al futuro, adesso guardiamo a una possibile prossima innovazione complessiva”, spiega Ivo van Hulten, direttore del design dell'esperienza utente (UX), sottolineando come il Renndienst dovrà in futuro "ottenere un’anima”.

Come Kitt, l'auto parlente dl Knight Rider

Un’anima simile secondo i tedeschi a quella della celebre auto parlante KItt della serie americana Knight Rider, con cui connettersi e stabilire un rapporto diretto. Non è insomma escluso che, magari tra qualche decina di anni, chiameremo la nostra Porsche e poi verrà a prenderci sotto casa, accogliendoci in un salotto di bordo dove sarà possibile passare da un assetto di guida racing, per divorare cordoli e chicane su una pista, a stare seduti su comode poltrone, magari difronte tra passeggeri parlando del più e del meno, mentre l’auto fa tutto da sola. Tutto potrebbe essere.

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