Ultimo aggiornamento  20 settembre 2021 17:05

Aston Martin DBX, asso vincente.

Paolo Odinzov ·

E un po’ come nel poker, una sola carta può fare la scala reale che batte tutti. Nel caso di Aston Martin, la "carta" giusta è stata il suv sportivo DBX, entrato in produzione a luglio del 2020. Un modello che ha fatto letteralmente schizzare in alto le vendite del costruttore con un incremento del 224% nei primi 6 mesi dell’anno, grazie a 2.901 vetture consegnate delle quali più di metà DBX.

Fatturato quadruplicato

Numeri, questi, in linea con l’obiettivo stimato per il 2021 di circa 6mila auto e che hanno permesso ad Aston Martin di quadruplicare il fatturato nell’ultimo trimestre con un aumento delle entrate a 274,4 milioni di sterline, dai 57,2 milioni di un anno fa. La perdita al lordo delle imposte della azienda è scesa inoltre da 227 milioni nella prima metà del 2020 a 91 milioni.

Promesse mantenute

"Abbiamo mantenuto tutto ciò che avevamo promesso nel primo semestre – ha detto l’ad Tobias Moers - l'attività si è stabilizzata e ora dobbiamo crescere ulteriormente grazie anche all’arrivo di altre nuove auto che abbiamo annunciato”.

Tra queste c'è la Valhalla: hypercar sviluppata in collaborazione con il team di Formula 1 Red Bull, spinta da un sistema ibrido plug-in da 963 cavalli complessivi. Ne verranno realizzati solo 500 esemplari, già tutti prenotati. Anche questa un “carta” da scala reale.

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