Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2021 08:46

Buon Compleanno Sir Jagger.

Paolo Odinzov ·

Oggi, 26 luglio, Sir Mick Jagger, voce solista e volto degli immortali Rolling Stones, compie 78 anni. Per celebrare degnamente "il più grande frontman che abbia mai visto", nella definizione che diede di lui un altro animale da palcoscenico come Ozzie Osbourne, ripercorriamo la storia delle auto che hanno accompagnato le "pietre rotolanti" dagli esordi nella "Swinging London" degli anni '60 fino a oggi. Anzi, a domani.

“Ho una macchina nuova di zecca voglio spingerla al massimo, superando il limite… Apri il cofano, voglio sentire se l’olio odora di buono, sa di caviale”. Così recita “Brand New Car”, singolo dei Rolling Stones, datato 1994, nel quale la band britannica canta il culto dell’auto. Ruote che rotolano come “pietre” sull’asfalto a simboleggiare e ostentare la libertà di andare oltre, non solo sui palchi di tutto il mondo, tra concerti ed esibizioni che hanno fatto la storia del rock, ma anche sulle strade.
Il legame tra gli Stones e le automobili supera ogni aspettativa e confine. L’auto non è un semplice mezzo di trasporto. Incarna ed è complice, come la loro musica, di trasgressioni e azzardi che scandiscono e segnano la vita di ogni componente della band, incentrata a sovvertire le etichette. Serve a fare viaggi reali ma anche immaginari. Quelli raccontati in più occasioni da Mick Jagger e compagni, guidando sotto l’effetto di alcol e stupefacenti, e provando a bordo, con voce a cappella e bacchettate su una bottiglia vuota di un buon bourbon, pezzi in erba diventati poi capolavori.

La Bentley di Keith

L’auto agli Stones serve a lanciare una sfida oltre la musica. Anche agli eterni rivali Beatles, con una gara a chi l’ha più rara e preziosa. Ad esempio la Bentley S3 Continental Flying Spur di Keith Richards, comprata quasi in risposta alla Rolls-Royce “Lennon's Phantom V” posseduta da John Lennon. Prodotta in sole 87 unità, la berlina di Crewe venne ribattezzata dallo stesso chitarrista con il nome “Blue Lena”, in onore della leggendaria jazzista Lena Horne. Si narra che sulla Bentley a Richards venne in mente di arrangiare in modo diverso, fischiettandolo da fermo ad un semaforo, l’attacco di “Satisfaction” (I Can’t Get No): il riff di chitarra più famoso della storia elettrica, con il suono filtrato da uno dei primi distorsori in commercio, il Gibson Maestro FZ-1 Fuzz Tone. Richards litigò poi con Jagger, che non ne volle sapere di reincidere il brano già in fase di mixaggio negli RCA Studios di Hollywood e contenuto nell’album “Out of Our Heads”, pubblicato nel luglio del 1965.C on “Blue Lena” gli Stones fecero una infinità di “viaggi”. Passato alle cronache quello a Marrakech nel 1967 in compagnia dell’attrice e stilista italiana Anita Pallenberg che divenne compagna di Richards, dopo aver lasciato Brian Jones, il chitarrista e fondatore del gruppo. 
La vettura era dotata di un vano segreto per nascondere sostanze proibite durante i controlli di polizia e integrava nell’abitacolo un giradischi sul quale i “quattro” amavano ascoltare pezzi blues. Molti di questi brani influenzarono l’album “Sticky Fingers” del 1971, forse il più ribelle, con canzoni come “Brown Sugar”, “Wild Horses” e “Sister Morphine”, e anche il primo realizzato senza il contributo di Jones.
Tra le vetture famose che hanno transitato nel garage degli Stones c’è anche una Ferrari Dino 246 GT, comprata sempre da Richards e rimasta nelle mani di quest’ultimo fino al 2014. “Keff”, come lo chiamavano gli amici più intimi, nonostante la guida a sinistra se la fece spedire dalla California a Londra per usarla in Europa negli spostamenti tra un concerto e l’altro, preferendola all’aereo.

Le Aston Martin di Mick e Paul

Più classico ma non meno eccentrico e ricercato nei gusti, Mick Jagger ha arricchito nel tempo il parterre a quattro ruote di “famiglia” con numerose auto originarie del Regno Unito: tra queste una Aston Martin DB6 - copiando nella scelta Paul McCartney - protagonista, poco dopo l’acquisto, di un rocambolesco incidente nel centro di Londra, fortunatamente senza gravi conseguenze per Jagger a la sua fidanzata dell’epoca, Christine Shrimpton.
Lusso ma non solo. Nel grande box degli Stones anche una Citroën SM che ha animato negli anni più creativi le scorribande stradali delle “pietre rotolanti”, appartenuta a Bill Wyman, bassista della band inglese dagli esordi fino agli anni ’90. Proprio lui si mise a ridere quando scoprì che, per dare voce al famoso mostro del cinema Godzilla, i tecnici del team di sound engineer della pellicola avevano associato al suono del suo Framus Star Bass a scala corta, pompato da 100mila watt durante le prove di un concerto, dei rumori provenienti da diverse vetture. 
Addirittura il suono dello sportello di una vecchia Cadillac Eldorado. Perché anche la “signora” di Harley Earl è servita in un modo o nell’altro a far andare oltre gli Stones. Questione di rock. E che rock.

*Articolo estratto da "l'Automobile" n.26, anno 4.

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