Ultimo aggiornamento  15 ottobre 2021 23:11

Fiat 500 Sport, utilitaria "spinta".

Massimo Tiberi ·

Nata nel 1957 per dare l’opportunità, anche a chi non può permettersi la 600, di acquistare un’auto, la Nuova 500 stenta ad affermarsi sul mercato. Troppo ridotto il divario di prezzo tra le due utilitarie (590mila lire l’una, 490mila l’altra), a fronte delle scarse prestazioni e della eccessiva povertà di allestimento, problemi che costringono la Fiat a correre rapidamente ai ripari.

Già qualche mese dopo il lancio, in occasione del Salone di Torino la gamma si sdoppia in una versione economica, simile al modello d’origine, offerta però a 465mila lire, e una “normale” che conferma le 490mila lire ma meno spartana, con qualche cromatura, vetri discendenti, un vero sedile posteriore e motore potenziato da 13 a 15 cavalli per raggiungere i 90 chilometri orari.

Le prerogative della vettura, d’altra parte, maneggevolissima, dalle buone doti dinamiche per una “tutto dietro” e con una meccanica sulla quale è facile mettere le mani, spingono a cercare qualcosa di più anche per quanto riguarda le prestazioni, considerate ancora modeste. Carlo Abarth sperimenta subito, con ottimi risultati, elaborazioni sulla scia di quanto fatto con la 600, ma è la stessa Fiat ad inserire in listino una versione destinata a dare maggiore brio alla piccola di casa.

Carrozzeria distintiva

Nel 1958 viene presentata la 500 Sport che avrà un ruolo importante non soltanto dal punto di vista di una immagine rafforzata quanto piuttosto nell’evoluzione successiva del modello. Per onorare il nome, all’esterno la carrozzeria si distingue per una fascia in rosso lungo l’intera fiancata e per il tetto completamente in metallo al posto di quello apribile, che irrobustisce la struttura e favorisce l’aerodinamica. Ma la modifica sostanziale è sotto il cofano posteriore.

Il bicilindrico raffreddato ad aria passa da 479 a 499,5 centimetri cubici, con una diversa testata dai condotti lucidati e affinamenti dell’albero a camme (in acciaio invece che in ghisa)e delle valvole, oltre alla sostituzione del carburatore. Il rapporto di compressione varia da 7:1 a 8,6:1 e la potenza sale a ben 21,5 cavalli, mentre si allunga il rapporto al ponte per consentire velocità più elevate.

E in effetti la Sport riesce a superare i 105 chilometri orari migliorando nettamente i tempi di accelerazione e surclassando la sorella maggiore 600. Per il resto nessun cambiamento sostanziale, come le sospensioni a quattro ruote indipendenti o il cambio a quattro marce privo di sincronizzatori che accompagnerà sempre la 500 nella lunga carriera.

Prezzo in linea

Naturalmente cresce il prezzo, a 560mila lire, ma arriverà la tetto apribile a 495mila e nel frattempo la vetturetta si farà onore nelle competizioni, mettendo alla portata di giovani piloti un mezzo capace di dare molte soddisfazioni nella categoria. Eclatante, ad esempio, il successo nella 12 Ore di Hockenheim in Germania con i primi quattro posti di classe ad oltre 106 chilometri orari di media, aprendo la strada alle tante vittorie che segneranno poi la storia delle derivate Abarth.

La produzione della Sport termina nel 1960, quando appare la 500 D che ne eredita il motore in chiave meno spinta (17,5 cavalli), utilizzato fino al lancio dell’ultima evoluzione della utilitaria Fiat, la R del 1975, che monterà il 594 centimetri cubici della nuova 126.

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