Ultimo aggiornamento  25 settembre 2021 20:47

Stellantis, uno "scudo" per evitare tagli.

Paolo Odinzov ·

Cinque anni per assorbire l'aumento di circa il 40% dei costi dovuti alla produzione dei veicoli elettrificati ed evitare che sia necessario affrontare ristrutturazioni e tagli di posti di lavoro: Carlos Tavares, ceo di Stellantis non usa mezzi termini per definire la strada che il Gruppo deve percorrere senza essere costretto nel far quadrare i conti a misure drastiche. Convinto che la fusione tra Fiat Chrysler e PSA sia uno "scudo" e abbia le dimensioni e le risorse necessarie per effettuare in tutta sicurezza la storica trasformazione cui sta andando incontro il settore auto, anche sotto la pressione delle normative governative, per la quale Stellantis ha stimato che spenderà circa 35,5 miliardi di dollari entro il 2025 destinati allo sviluppo dei modelli a batteria.

"Una quantità significativa di sinergie"

"Il Gruppo ha una quantità significativa di sinergie, che è il miglior motore per generare la produttività di cui abbiamo bisogno per compensare il 40% dei costi aggiuntivi derivanti dall'elettrificazione. Siamo stati fortunati a creare Stellantis nel preciso momento in cui stiamo affrontando questa sfida. Mantenere le nostre due società in una posizione autonoma sarebbe stato estremamente rischioso”, ha detto Tavares.

Rinnovare gli impianti

Il manager ha poi ribadito che Stellantis sta cercando di rinnovare gli impianti dove vengono prodotti motori e trasmissioni per farne siti nei quali realizzare parti di veicoli elettrici. Uno è lo stabilimento a Termoli in Italia destinato a diventare un polo per le batterie. Tavares non ha tuttavia detto a che punto sia la casa automobilistica per arrivare ai 5,9 miliardi di dollari di risparmi sui costi annuali previsti dalla fusione, affermando però che la società è in anticipo sui suoi piani e potrebbe forse aumentare i risparmi previsti sui costi nel 2022.

Nuove iniziative per correre

Questo grazie anche a una serie di nuove iniziative. Tra cui l’accordo con un partner in Cina, al momento sconosciuto, per la produzione di veicoli. Oltre a un investimento per accumulatori allo stato solido, anche questo con un fornitore al momento anonimo, che si dice arriveranno sul mercato nel 2026.

"Ci stiamo muovendo molto velocemente, siamo fortunati di avere un flusso dal basso verso l'alto dai nostri team che ci stanno proponendo molte più idee di quelle che i team interaziendali che si sono occupati della fusione siano stati in grado di immaginare".

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