Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 14:08

Honda S2000, inarrivabile linea rossa.

Massimo Tiberi ·

La potenza specifica di 120 cavalli per litro di cilindrata da un motore aspirato è qualcosa di eccezionale alla fine degli anni Novanta, soprattutto se prerogativa non di un’auto da competizione o di una supercar del calibro di GT Ferrari e simili ma di una sportiva destinata ad un pubblico ben più vasto.

E’ la Honda a lanciare al Salone di Ginevra del 1999 la S2000, spider equipaggiata con un due litri capace di stupire grazie a 240 cavalli sfoderati senza l’aiuto di compressori, non a caso premiato come “Engine of the Year” della sua categoria per svariati anni.

Eccellenza giapponese sotto il cofano

La casa giapponese festeggia così il suo cinquantenario con un autentico gioiello di meccanica, dalle soluzioni sofisticatissime al quale ha lavorato Shigeru Uehara, già fra i progettisti della NSX: quattro cilindri con struttura in alluminio, bialbero 16 valvole e fasatura variabile (il mitico sistema VTEC), mentre i pistoni sono forgiati con tecnologia da Formula 1. Il regime di rotazione può raggiungere i 9mila giri/minuto e le prestazioni della S2000, che dispone di un cambio a 6 marce dagli innesti rapidi e precisi, sono da purosangue, con velocità massima superiore ai 240 chilometri orari e accelerazione da 0 a 100 in poco più di 6 secondi.

L’elasticità di marcia ai bassi regimi, non particolarmente favorevole, si trasforma in una spinta violenta oltre i 5mila giri donando un allungo straordinario ed emozioni dal gusto agonistico. Rendimento appagante che, tra l’altro, non mette in discussione la tenuta di un motore considerato all’epoca fra i più affidabili.

Grande attenzione alla dinamica di guida

Meno sorprendenti i tratti della carrozzeria, di una spider due posti che non manca di grinta ma senza accenti originali, compatta nelle dimensioni (4,13 metri di lunghezza), dall’abitacolo non troppo spazioso e dal bagagliaio di minima capacità. Cura giapponese negli allestimenti, qualità ma non lusso, semplice capote in tessuto e unico acuto la strumentazione digitale.

Si torna però all’eccellenza sportiva per quanto riguarda le caratteristiche legate alla dinamica. La spider Honda è una trazione posteriore con sospensioni a ruote indipendenti, freni a disco servoassistiti e ABS, differenziale autobloccante e sterzo con servocomando elettrico. Al piacere e alla sicurezza di comportamento in condizioni normali, accentuata dal perfetto equilibrio dei pesi tra avantreno e retrotreno, si aggiunge la possibilità, per chi è in grado, anche di sfruttare le doti peculiari della vettura e divertirsi nei track-day.

Rivali importanti

Limitati gli interventi di aggiornamento e restyling nel corso del tempo, salvo l’aumento di cilindrata a 2,2 litri soltanto per le versioni destinate al mercato interno e a quello statunitense, e la produzione cessa nel 2009 dopo circa 110mila esemplari costruiti. Modesta la diffusione in Italia, dove la S2000 viene proposta al prezzo di 68 milioni di lire e dove non riesce a vincere la concorrenza di rivali come le BMW Z3/Z4, le Mercedes SLK o le Audi TT, anche se l’avversaria più temibile in materia di guida allo stato puro è in realtà la assai più cara Porsche Boxster.

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