Ultimo aggiornamento  28 novembre 2021 10:25

Volkswagen, tutte elettriche nel 2040.

Massimo Carati ·

Herbert Diess è il numero uno del gruppo Volkswagen e va di corsa: “Siamo nei tempi previsti dal piano lanciato 6 anni fa per raggiungere nel 2025 la leadership del mercato globale delle elettriche”, ha dichiarato in una call per la presentazione della nuova strategia “New Auto”. Un sorpasso su Tesla da seguire passo dopo passo in questi quattro anni.

Nei prossimi dieci anni - secondo le previsioni del manager tedesco che nei giorni scorsi è stato confermato nel ruolo fino al 2025 - le vendite di auto tradizionali con il solo motore a combustione diminuiranno del 20%: “Alla fine di questa decade posso anticiparvi che la quota delle elettriche nelle nostre vendite mondiali crescerà fino al 50%. Per poi avvicinarsi al 100% nel 2040”, specifica Diess. Non poco visto che oggi le elettriche del gruppo valgono circa il 6% delle vendite. Vedremo.

Nel frattempo il marchio Volkswagen non venderà più auto a combustione in Europa a partire dal 2033-2035. Dal 2026 tutte le auto del gruppo saranno sviluppate solo sulla nuova piattaforma SSP (Scalable Systems Platform) che andrà a sostituire in un colpo solo le attuali tre previste per le versioni tradizionali (MQB, MLB, MSB) e le due elettriche (MEB, PPE): le previsioni sono più di 40 milioni di veicoli prodotti su questa base che, come oggi la MEB, potrà essere utilizzata anche da altri costruttori. L’investimento complessivo nelle tecnologie del futuro è di 73 miliardi di euro dal 2021 al 2025.

Numeri che non influenzeranno i margini del gruppo tedesco che anzi sono stimati al rialzo: dal 7-8% di oggi all’8-9% del 2025. E senza perdita di posti di lavoro negli stabilimenti tedeschi. Saranno 6 le gigafactory che saranno realizzati da Volkswagen in Europa per la produzione delle batterie necessarie ai veicoli elettrici: al momento allo stabilimento di Skellefteå in Svezia e a quello di Salzgitter – l’avvio delle attività è previsto per il 2023 per il primo e per il 2025 per l’impianto tedesco - è probabile se ne aggiunga un altro in Spagna (dove verranno realizzata anche una famiglia di piccole elettriche).

Tutto va dunque come previsto tanto da pensare ancora più avanti, spostando l’orizzonte: “Nel 2030 l’85% della mobilità nel mondo sarà ancora individuale e questo 85% sarà il nostro core business”, ha continuato Herbert Diess. Un mercato come quello dei “mobility as service” che varrà nel 2030 più di 100 miliardi di dollari rispetto ai 10 di oggi. Veicoli – dall’auto ai taxi robot ai bus - connessi, elettrici e autonomi che a partire dal 2030 condivideranno un’unica piattaforma software (ora sono tre) sviluppati dalla divisione Cariad che consentirà di arrivare a un livello 4 di automazione accessibile a tutti e di intercettare nuovi modelli di business legati ai dati raccolti a bordo. Benvenuti nel futuro.

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