Ultimo aggiornamento  27 novembre 2021 09:07

Ue: addio ai motori endotermici dal 2035.

Angelo Berchicci ·

La Commissione Europea ha formalizzato il pacchetto Fit for 55, che contiene una serie di proposte per ridurre del 55% le emissioni di Co2 entro il 2030, in coerenza con il Green Deal europeo. Sul piano dei trasporti, Bruxelles ha messo a punto una misura che si preannuncia storica: quella di vietare dal 2035 la vendita di auto con motore endotermico.

Dal 2035 solo elettriche e a idrogeno

La Commissione propone quindi norme più stringenti in materia di emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni, per accelerare la transizione verso una mobilità a emissioni zero. In questo percroso Bruxelles vorrebbe imporre che le emissioni delle autovetture nuove diminuiscano del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035 rispetto ai livelli del 2021. Di conseguenza, tutte le autovetture nuove immatricolate a partire dal 2035 saranno a zero emissioni (elettriche o a idrogeno).

Se le proposte della Commissione venissero approvate dagli organi legislativi dell'Ue (Consiglio e Parlamento), verrebbe quindi istituita una data per bandire in tutto il territorio dell'Unione Europea la vendita di nuove autovetture con motore termico, comprese le ibride e quelle a carburanti alternativi come metano e gpl.

Obblighi in capo agli Stati

Per consentire ai guidatori di avere accesso ad una rete affidabile in tutta Europa per la ricarica o il rifornimento dei loro veicoli a zero emissioni, una revisione del regolamento sull'infrastruttura per i combustibili alternativi imporrà agli Stati membri di aumentare la capacità di ricarica elettrica in linea con le vendite di autovetture, e di installare punti di ricarica e di rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade (ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno). Tutti gli stati saranno quindi tenuti (e non solo invitati) a rispettare una determinata roadmap nell'implementare la rete di rifornimento, con possibili procedure di infrazione per chi non dovesse adeguarsi. 

Le altre misure

Tra le altre misure proposte c'è l'istituzione di un nuovo sistema separato di scambio delle quote di emissione per la distribuzione di carburante per il trasporto stradale e di combustibile per gli edifici, in maniera simile a quanto già avviene per la produzione industriale con il sistema ETS. Secondo le prime indiscrezioni, quest'ultimo meccanismo si sarebbe dovuto estendere anche al trasporto aereo su gomma, marittimo, e al riscaldamento degli edifici. Alla fine, tuttavia, la Commissione ha preferito inserire nello schema ETS solo il trasporto aerei e marittimo, e ha proposto di creare per i carburanti un sistema separato, di cui non sono ancora stati forniti i dettagli.

Infine, un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere fisserà una sorta di "dazio climatico" per le importazioni di determinati prodotti (non ancora specificati) da paesi meno virtuosi dell'Europa, per garantire che l'azione per il clima dell'Ue non porti a una semplice riallocazione delle emissioni di carbonio fuori dal territorio dell'Unione. Nel breve periodo questo potrebbe rendere più costose le importazioni di alcune materie prime e componenti per le vetture, nonchè delle auto stesse, qualora partner commerciali come Cina e Usa dovessero essere considerati meno virtuosi sul piano ambientale.

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