Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2021 05:08

VinFast, la corsa dell'auto vietnamita.

Paolo Odinzov ·

Si chiama Pham Nhat Vuong e rappresenta per il Vietnam quello che il miliardario Li Shufu, proprietario della Geely Motors, è in Cina. A lui, come all’imprenditore di Hangzhou, fa infatti capo un grande gruppo industriale, il Vingroup, con il “pallino” delle auto, di cui fa parte la startup VinFast con sede a Haiphong: azienda incentrata nella produzione di veicoli elettrici, oggi la principale nel Paese d’origine, intenzionata a vendere ora i suoi modelli nei principali mercati del mondo.

VinFast ha infatti dichiarato nei giorni scorsi di aver aperto alcuni nuovi uffici in Nordamerica e in Europa, stringendo partnership con diverse aziende intenzionate a lanciarsi nel nascente business delle auto elettriche intelligenti.

Tante partnership per crescere

Dalla sua nascita nel 2017, con la prima fabbrica in Vietnam sull'isola di Cat Hai vicino alla città di Hai Phong, l’azienda ha cercato accordi con numerosi partner di ingegneria e tecnologia per arrivare alla realizzazione delle sue prime vetture, ovvero la Lux SA2.0 e la LUX A2.0, disegnate da Pininfarina e svelate al motor show di Parigi del 2018.

Ha firmato tra i tanti due contratti con Siemens per la fornitura di tecnologia e componenti destinate alla produzione di autobus elettrici nei paesi del sud-est asiatico e annunciato nel 2019 un gemellaggio con il marchio Chevrolet di General Motors, finalizzato a distribuire le vetture di quest’ultima in Vietnam e acquisire al contempo la proprietà dello stabilimento esistente di GM Korea ad Hanoi, dove produrre una piccola auto globale su licenza GM da vendere sotto il proprio nome.

A luglio del 2018, VinFast ha inoltre ottenuto la licenza per costituire una succursale a Francoforte, in Germania. Mentre nel febbraio 2020, ex ingegneri della Holden sono stati reclutati dall'azienda a Port Melbourne, rendendo l'Australia il secondo paese d'oltremare ad avere una filiale ufficiale VinFast, dove lavorano anche dipendenti provenienti da Ford e Toyota.

Come Li Shufu con Geely

Molte sono, dunque, le vie intraprese dal costruttore vietnamita per diventare una grande potenza dell'automotive, al pari di quanto fatto da Li Shufu con Geely, che oggi detiene anche la maggioranza di Daimler, oltre alla proprietà dei marchi Volvo e Lotus.

La società aveva inizialmente fissato l'obiettivo di vendere 56mila veicoli elettrici nel 2022, ma la cifra è stata poi ridimensionata a causa della carenza globale di chip, e lo scorso anno sono state circa 30mila le vetture immatricolate dal costruttore in Vietnam, che non hanno però ancora portato profitti.

Il piano per moltiplicare le vendite partendo dagli Usa

Per moltiplicare le vendite ed espandersi nei vari mercati, primo fra tutti quello statunitense, VinFast vuole  impiegare delle piattaforme di e-commerce dedicate e uno schema di leasing per le batterie, così da eliminare la necessità di una costosa rete di concessionari.

Due nuove vetture elettriche, la VF e35 e la VF e36, saranno lanciate a marzo del prossimo anno, mentre per supportare la sua crescita il costruttore ha preso in considerazione di lanciare un'offerta pubblica iniziale negli Stati Uniti che potrebbe aiutare la società a raccogliere almeno 2 miliardi di dollari.

Insomma, i presupposti perché il miliardario vietnamita Pham diventi uno dei “signori” dell’auto mondiale ci sono tutti.

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