Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2022 20:13

Bmw e Volkswagen, multa dall'Ue.

Linda Capecci ·

L'Antitrust dell'Unione Europea ha inflitto una multa da oltre 875 milioni di euro ai gruppi Bmw e Volkswagen per aver fatto cartello al fine di ritardare il pieno utilizzo di tecnologie finalizzate a ridurre le emissioni delle auto diesel (nello specifico si parla dell'impianto di iniezione di urea AdBlue). 

Il caso non è da confondere con il dieselgate degli scorsi anni, in cui il gruppo Volkswagen è stato condannato per un software in grado di alterare i risultati dei test sulle emissioni.

Accordi sotto accusa

I gruppi tedeschi sono stati condannati per aver deliberatamente frenato misure atte a ridurre le emissioni, nonostante avessero le capacità tecniche per procedere più speditamente in tal senso. Avrebbero appunto applicato quello che si definisce un "cartello", un accordo non ufficiale che limita la concorrenza a vantaggio delle aziende.

Secondo l'analisi di Bruxelles, i costruttori avrebbero tenuto riunioni tecniche regolari per discutere lo sviluppo della riduzione catalitica selettiva, tecnologia che elimina le emissioni nocive di ossido di azoto dai motori diesel attraverso l'iniezione di urea nel flusso di gas di scarico. Una "collaborazione" che si sarebbe protratta per oltre cinque anni (dal 2009 al 2014).

Ammissione di colpa

Tutte le Case automobilistiche hanno riconosciuto il loro coinvolgimento: Bmw è stata multata per 372.827 milioni e Volkswagen per 502.362. Anche Daimler faceva parte del cartello in questione ma non ha ricevuto multe dall'Antitrust, dopo averne rivelato l'esistenza.

"Daimler, Bmw e Volkswagen, possedevano la tecnologia per ridurre le emissioni nocive oltre quanto richiesto legalmente dagli standard di emissione Ue, ma hanno evitato di farsi concorrenza non usando appieno il potenziale di questa tecnologia per andare oltre quanto richiesto dalla legge. Quindi la decisione di oggi riguarda il modo in cui non ha funzionato la cooperazione tecnica legittima", ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager.

Nessun dispositivo illegale

Dopo la notizia Bmw ha diffuso un comunicato in cui precisa che "la Commissione Europea ha confermato di non aver riscontrato l'utilizzo di alcun dispositivo illegale sulle automobili dei gruppi coinvolti. La multa è stata comminata solamente per una supposta violazione delle regole sulla concorrenza".

"Le discussioni, che vertevano sulle dimensioni dei serbatoi di AdBlue e sulla percorrenza media che con essi poteva essere raggiunta, erano finalizzate a creare un'infrastruttura di rifornimento AdBlue vantaggiosa per i clienti, e non si sono tenute in segreto. Al contrario, ne è stata data notizia all'industria petrolifera e alle associazioni Vda e Acea" conclude il gruppo Bmw.

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