Ultimo aggiornamento  24 ottobre 2021 09:16

Acea, auto a batteria ancora per pochi.

Paolo Borgognone ·

Le auto elettriche e le ibride plug-in rappresentano oggi una fetta importante del mercato automobilistico europeo: nel 2020 hanno raggiunto il 10,5 della quota delle vendite complessive. Ma la loro diffusione varia molto da un Paese all’altro ed è direttamente influenzata dalla ricchezza pro capite dei vari stati. Lo conferma una ricerca pubblicata dall’Acea, l’associazione dei costruttori automobilistici del Vecchio continente.

Secondo lo studio, il 73% delle auto elettriche e ibride alla spina in Europa sono vendute in soli 4 Paesi: Svezia, Paesi Bassi, Finlandia e Danimarca, che sono quelli dove il prodotto interno lordo è più alto, mentre il restante 27% è diviso tra 23 Paesi. Inoltre il 15% delle vendite totali avviene dove si registra un pil pro capite superiore a 46mila euro.

Sull’altro versante, ci sono 10 stati membri che vedono la quota mercato di queste vetture al di sotto del 3% e sono quegli stessi Paesi nei quali il reddito pro capite non supera – in media – i 17mila euro.

I più e i meno

La situazione è ancora più evidente confrontando chi compra più e chi compra meno a batteria. I 5 stati che hanno quote di mercato delle elettriche e ibride plug-in più alte – Svezia (32,2%), Paesi Bassi (25%), Finlandia (18,1%), Danimarca (16,4%), Germania (13,5 %) - sono anche quelli con il pil maggiore, secondo i dati 2020. Si va dai 40.070 euro dei tedeschi ai 53.470 dei danesi (il valore più alto), passando per i 42.940 della Finlandia, i 45.610 della Svezia e i 45.790 per i Paesi Bassi.

Al contrario, dove si vendono meno auto di ultima generazione il pil è più basso. In questa classifica il minimo è a Cipro (quota mercato 0,5% - pil pro capite 23.850 euro), seguita da Lituania (1,1% - 17.460), Estonia (1,8% - 20.440), Croazia (1,9% - 12.130) e Polonia (1,9% - 13.600).

“Accessibili a tutti”

Come dimostrano i recenti dati dell'Agenzia europea dell'ambiente, i pesanti investimenti dell'industria automobilistica nei veicoli a basse emissioni stanno pagando un importante dividendo: le vendite di auto elettriche sono triplicate tra il 2019 e il 2020 e l'anno scorso le emissioni medie di CO2 sono scese del 12%.

Secondo il direttore generale di Acea Eric-Mark Huitema, "per continuare questo progresso sulla strada verso le zero emissioni, la Commissione europea deve urgentemente garantire che tutte le condizioni giuste siano messe in atto e che nessun paese o cittadino sia lasciato indietro. I veicoli più puliti devono essere accessibili e convenienti per tutti".

Incentivi unica strada

Le case automobilistiche europee chiedono quindi incentivi adeguati per stimolare le vendite nel lungo periodo, e obiettivi infrastrutturali vincolanti per ogni stato membro dell’Unione. “Anche nel caso della distribuzione delle infrastrutture di ricarica – sottolinea Huitema -  c'è una chiara divisione tra Europa centro-orientale e  occidentale, così come un pronunciato divario nord-sud".

L'Acea si augura che la pubblicazione di questi dati possa contribuire nel migliore dei modi alla stesura delle proposte che la Commissione europea renderà pubbliche la prossima settimana sui nuovi obiettivi per le emissioni di CO2 e che dovrebbero prevedere anche una revisione della direttiva sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, nell’ambito del “pacchetto clima” denominato "Fit for 55".

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