Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 01:01

Al MoMa torna "Automania".

Linda Capecci ·

Al MoMa (Museum of Modern Art) di New York torna "Automania", mostra che era già stata proposta nel giugno 2020, che vuole raccontare la storia dell'automobile e come essa sia riuscita a cambiare il mondo, le nostre vite e le nostre abitudini. 

Tra innovazione e trasformazione sociale, l'esposizione mira ad osservare le automobili sia come prodotti industriali che come simboli di modernità, senza dimenticare il loro impatto - positivo e negativo - sulle realtà urbane e sull'ambiente. La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 luglio 2021.

In galleria

L'esibizione comprende vetture, progetti architettonici, film, fotografie, locandine, dipinti e sculture. Dai progetti Bauhaus a firma di Lily Reich degli anni '30, fino a "Orange Car Crash Fourteen Times" di Andy Warhol, passando per il cortometraggio animato del 1963 che dà il nome alla mostra: "Automania 2000", realizzato dalla coppia John Halas e Joy Batchelor, che rappresenta un futuro distopico in cui la mobilità è in continua evoluzione, non molto distante dal nostro.

Protagoniste a motore

Tra i tesori a quattro ruote protagonisti della mostra troviamo la mitica Volkswagen Beetle del 1959, una Cisitalia 202 GT del 1948, disegnata da Pininfarina, la sportiva Porsche 911 del 1965, una Jaguar E-Type Roadster del 1963, auto simbolo della swingin’ England, e una Citroën DS del 1973 con la sua radicale forma aliena. Quasi tutte le auto esposte sono europee, tra le statunitensi c’è solo una Jeep in mostra.

Le vetture nel museo sono tirate a lucido, immobili e private della loro funzione: l'immagine proposta da "Automania" è quella di un memoriale, ora che l'automobile a benzina e di proprietà si allontana sempre più dalla realtà americana e diventa elettrificata, autonoma, condivisa.

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