Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 06:01

Fenomenologia delle auto a batteria.

Edoardo Nastri ·

L’elettrificazione ha inaugurato nuovi canoni in campo estetico, tecnico e progettuale. Molti centri stile per i propri modelli a batteria hanno voluto far assaporare al pubblico un senso di futuro, utilizzando spesso forme anticonvenzionali, proporzioni atipiche e contenuti inediti, pur cercando di rimanere fedeli all’identità di ciascun marchio. Alcuni di questi elementi ritornano nelle scelte di più Case, e stanno portando alla costruzione di un nuovo paradigma di automobile. Ne abbiamo raccolti cinque, ecco quali sono.

Si chiudono le griglie

La mancanza del motore termico posizionato nella parte anteriore del veicolo ha inciso sul volto dei modelli. Le strade percorse dai costruttori sono generalmente due: chiudere le griglie un tempo funzionali al raffreddamento dei radiatori - ne sono un esempio le Volkswagen ID.3 e ID.4, la Honda e, la Hyundai Kona e Ioniq 5 e la gamma Tesla – oppure mantenere quel tratto stilistico marcato e identitario, adattandolo all’era elettrica.

Ecco allora che Audi ha mantenuto sulle sue elettriche la griglia single frame. Ne è un esempio la Q4 e-tron, ma lo farà anche per tutti i prossimi modelli elettrici che arriveranno, come dimostra la concept A6 e-tron svelata all’ultimo Salone di Shanghai. Il costruttore tedesco tuttavia ha reso le aperture frontali mobili (si chiudono durante la marcia, si aprono a basse velocità per far fuoriuscire il calore), utilizzando i listelli soprattutto come elemento ornamentale.

Lo stesso fanno Bmw, che ha addirittura disposto il chiacchierato doppio rene a sviluppo verticale (in questo caso in una versione "carenata") anche sulle su iX e i4, o Mercedes-Benz che su EQA ed EQB ha chiuso la griglia con un pannello in plastica, che tuttavia offre una continuità stilistica con le versioni termiche.

Sbalzi corti e passo lungo

Le piattaforme esclusivamente dedicate alle auto elettriche hanno cambiato la morfologia dei modelli. Il motore elettrico - più compatto di quello termico - e l’esigenza di avere un grande pacco batterie da distribuire lungo tutto il pianale, hanno portato a un forte allungamento del passo con un conseguente accorciarmento degli sbalzi. Esemplare è il caso della Ioniq 5, che è riuscita a battere con i suoi 3 metri di interasse tutta la concorrenza del segmento, da Volkswagen ID.4 (2,7 metri) a Kia EV6 (2,9 metri).

Cresce l’abitabilità interna

La tendenza all’allungamento del passo ha portato diversi benefici all’interno dell’abitacolo, che mediamente è riuscito a crescere di un’ampiezza pari a un segmento. Per intenderci, vetture dalle dimensioni esterne compatte (segmento C, 4,5 metri di lunghezza), riescono a offrire spazi interni da vere limousine.

Il cofano anteriore ormai quasi vuoto e privo del propulsore termico ha permesso inoltre di ricavare diversi spazi in cui trasferire alcuni elementi tecnici piuttosto ingombranti, un tempo in stretta prossimità dell’abitacolo. Uno tra tutti è il climatizzatore, il cui spostamento all'interno del cofano ha permesso ai tecnici della Volkswagen ID.3 di offire 15 centimetri in più di spazio per le gambe di guidatore e passeggero anteriore.  

Doppio bagagliaio

Altra innovazione è il doppio bagagliaio anteriore e posteriore, ricavato dall’assenza del grande motore termico. Alcune auto elettriche offrono di serie un vano anteriore che si aggiunge a quello posteriore: dalla Tesla Model 3 alle Volvo XC40 Recharge e C40 (31 litri) alla Ioniq 5 (fino a 57 litri) alla Jaguar I-Pace. Sommando entrambi gli spazi, la media del vano bagagli di un’elettrica (in particolare per i modelli nativi a batteria) è superiore di circa il 10% rispetto a una vettura comparabile con motore a combustione interna.

Design aerodinamico

Su un'elettrica ogni minimo miglioramento nel coefficiente di resistenza all’aria si può trasformare in qualche metro di percorrenza in più. Ecco spiegato il motivo dell'enorme attenzione riservata all'aerodinamica, che su queste vetture si associa spesso alla ricerca di principi come purezza delle forme, linearità delle superfici e pienezza dei volumi.

Alcuni risultati sono da record: la Mercedes-Benz EQS, ammiraglia nativa elettrica (3,2 metri di passo) costruita sulla piattaforma EVA del costruttore premium tedesco, è riuscita a raggiungere un Cx di appena 0,20, record per una vettura dedicata alla produzione di serie.

La ricerca dell’efficienza aerodinamica coinvolge anche il design dei cerchi in lega, sempre più affusolati, pieni, e con aperture ridotte la minimo. Anche perchè la cosiddetta rigenerazione dei motori elettrici assicura già una buona potenza frenante, per cui l'impianto tradizionale è meno sollecitato e ha minori esigenze di raffreddamento (in alcuni casi al posto dei dischi si opta per il ritorno al tamburo, per lo sfruttamento maggiore dell’energia cinetica in fase di frenata rigenerativa). Insomma, l'identità dell'automobile è in piena evoluzione e il futuro potrà riservarci ancora tante sorprese.

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