Ultimo aggiornamento  23 settembre 2021 07:54

Auto a noleggio: bollo, che problema.

Marina Fanara ·

"Sul bollo stiamo rischiando un cortocircuito: la modifica legislativa in vigore dallo scorso anno sulla titolarità del pagamento della tassa di proprietà non più in capo all'azienda di noleggio ma al cliente, non fa che creare ulteriori complicazioni al settore". A parlare è Pietro Teofilatto, direttore Area fisco ed economia di Aniasa, l'associazione che rappresenta le aziende che offrono servizi di mobilità, dal noleggio al lungo termine, al rent a car, al car sharing.

Bollo: la nuova normativa

Cosa è successo nello specifico? "A fine 2019 è entrata in vigore una nuova legge (n. 157/2019) che stabilisce importanti modifiche in materia di soggettività passiva del pagamento della tassa auto per i contratti di noleggio veicoli a lungo termine", ci spiega Teofilatto.

Che significa? "Da inizio 2020 l'obbligo esclusivo della tassa di proprietà è passato dal proprietario del veicolo, nella fattispecie la società di noleggio, all'utilizzatore, ovvero il cliente finale, sia esso un'azienda che un privato cittadino. Una rivoluzione che sta producendo molte complicazioni a scapito di un settore che rappresenta oltre un milione di veicoli a noleggio distribuiti verso 150mila soggetti contraenti, di cui 85mila aziende, 2.900 Pubbliche amministrazioni, 60mila soggetti privati, dislocati in 20 regioni diverse che, come se non bastasse, hanno ognuna con una specifica normativa".

La tassa passa al cliente

Per l'Aniasa, la nuova norma è "assurda e complicata", a scapito dei noleggiatori (che sono tenuti a comunicare le generalità del cliente all'ACI la quale poi dovrà trasmetterle alle Regioni di residenza), dei clienti che dovranno provvedere a questo onere che prima era inserito nel pacchetto noleggio e delle stesse Regioni, sottolinea il direttore "per le aziende di noleggio il versamento del bollo era diventato un automatismo, il che ha garantito alle Regioni stesse un gettito puntale e con un margine d'errore praticamente inesistente". 

Ora, invece, fa intendere Teofilatto, si rischiano contenziosi tributari. Un dato è certo: "Prescrivendo il pagamento del bollo verso la regione di residenza dell'utilizzatore del veicolo sono stati generati forti disagi e maggiori costi specialmente alle imprese ed alle Pubbliche amministrazioni, che dovranno tenere conto di ogni variazione della residenza e durata dei contratti. Ricordiamo, tra l'altro, che molte Amministrazioni regionali non hanno ancora a disposizione una banca dati aggiornata sui cittadini tenuti al versamento del bollo e sulla regolarità dei versamenti dell'imposta".

In tutto questo "pasticcio, voglio sottolineare il prezioso contributo garantito dall'ACI che insieme ad ACI Informatica (società del gruppo, ndr), sta aiutando concretamente per semplificare le procedure pur nel pieno rispetto della nuova norma. Insomma, ci sta dando una grossa mano".

Incentivo alle ecologiche: norme capestro

Ma non finisce qui, in materia di tasse automobilistiche, ci sono complicazioni per l'autonoleggio anche in tema di esenzione della tassa concessa da alcune Regioni sulle auto a basso impatto: le ibride, per esempio, mentre ricordiamo che per quanto riguarda le elettriche pure vige una legge nazionale che consente di non pagare il bollo per i primi cinque anni dall'immatricolazione del veicolo.

Tra le Regioni che esentano le ibride dal pagamento del bollo ci sono il Lazio, la Lombardia e l'Abruzzo le quali però, con specifica norma, hanno stabilito che il benefit si applica sia al proprietario del mezzo sia a chi lo noleggia per almeno 12 mesi, ma solo se il veicolo è stato immatricolato nella Regione stessa.

L'immatricolazione fa la differenza

"Insomma, Regioni come il Lazio, pongono un vincolo stringente all'incentivo", sottolinea Teofilatto, "ricordiamo che le aziende di noleggio possono immatricolare il veicolo in qualsiasi provincia anche se diversa dalla propria residenza. Ma per effetto di una specifica disposizione regionale, per esempio, nel Lazio un'auto ibrida immatricolata al di fuori del territorio della Regione e utilizzata nell'ambito della locazione a lungo termine, non potrebbe beneficiare dell'esenzione del bollo".

Anche questa è una norma contraddittoria, sottolineano in Aniasa, perché in antitesi con l'esigenza di agevolare l'utilizzo di veicoli a basse emissioni, un problema che riguarda molte aziende, ma anche molte Amministrazioni pubbliche, compreso il ministero per la Transizione ecologica, "che da una parte sono tenute a dare il buon esempio e adottare una politica green anche per i propri veicoli di servizio, e dall'altro si trovano a sostenere alti oneri per il bollo se noleggiano veicoli ecologici provenienti da Regioni diverse dal Lazio".

"Si profila un ulteriore rischio cortocircuito con il quadro normativo nazionale vigente in materia di tassa automobilistica", conclude il direttore Teofilatto. "Sta aumentando il malcontento tra i nostri associati, i clienti, compresi gli enti pubblici, che si trovano ad affrontare procedure più costose e complicate anziché semplificate e amiche dell'ambiente. Speriamo che le Regioni riconsiderino al più presto la normativa ed agevolino - non ostacolino - la circolazione di veicoli elettrici ed ibridi nel loro territorio".

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