Ultimo aggiornamento  20 ottobre 2021 19:22

Bud Spencer, il mito fra western e motori.

Elisa Malomo ·

Immagini inedite, locandine dei film più celebri, i costumi di scena e gli immancabili cimeli usati per le riprese, come il carretto dei gelati e il flipper di "Pari e dispari" (1978). È così che, a cinque anni esatti dalla scomparsa (27 giugno 2016), una mostra inauguarata nel cuore di Berlino rende omaggio a Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, il mito del western all'italiana che insieme all'amico e collega Terence Hill (Mario Girotti) ha costituito una delle coppie cult dell'immaginario cinematografico.

Grazie a un linguaggio comico universale, il "gigante buono" era benvoluto in tutto il mondo, con un occhio di riguardo da parte dei tedeschi che lo adoravano a tal punto da coniare un verbo in suo onore: "sich budspenceren", che può essere tradotto in “picchiare come Bud Spencer”.

Dune Buggy rossa con cappottina gialla

Della sua figura, oltre alla stazza e alla folta barba, si ricordano le scazzottate, gli infiniti (e finti) duelli con il malcapitato di turno e le abbuffate di fagioli, come quelli mangiati in “Lo chiamavano trinità” (1970). Ma anche le automobili, capaci di diventare, al suo fianco, delle piccole-grandi icone.

Alla mostra, esposte alla stregua di due opere d'arte, ci sono infatti la mitica Dune Buggy rossa con la capote gialla, prodotta a Roma dalla Puma su base della Volkswagen Maggiolino, e la Ford Escort Mk1, entrambe utilizzate nel celebre film “...altrimenti ci arrabbiamo!” (1974). Due mezzi che hanno segnato un'epoca, con la Ford dotata di un poderoso motore bialbero da 110 cavalli, in grado di dare filo da torcere all'Alfa Romeo Giulia che nella pellicola interpretava l'acerrima rivale.

Il gigante e l'automobile

È stato detto e scritto tanto sulle passioni di Bud Spencer: il nuoto, di cui fu campione olimpionico, la musica, la disciplina del volo. Poco si è parlato invece del suo interesse per le automobili che l'ha accompagnato sin dalla gioventù, quando vendeva auto in una commissionaria Fiat (così era chiamata all'epoca) a Roma, in via Veneto.

Passando per l'esperienza da pilota in America Latina quando disputò la Caracas-Maracaibo correndo a tutto gas al volante di un'Alfa Romeo Giulietta. A seguire, tutte le vetture possedute nel corso degli anni e acquistate con i primi successi ai botteghini, come Cadillac, Ferrari, Bentley e Mercedes, con gli occhi e il cuore, però, sempre rivolti alla Fiat 130, di cui ebbe tre differenti modelli.

A volte ritornano

La mostra berlinese non è l'unica notizia ad aver riportato in vita il mito degli spaghetti western. È stata infatti annunciata la nuova versione della mitica pellicola “...altrimenti ci arrabbiamo!”, prodotta dalla Lucky Red. La casa cinematografica ha specificato che si tratta di un “un omaggio ad un film che è diventato di culto per più di una generazione”.

Si sa ancora poco sulla pellicola, ma il primissimo frame diffuso sui social dalla società di produzione, utilizzato per annunciare l'avvio delle riprese, raffigura proprio un dettaglio della Dune Buggy Puma, portando a pensare che al centro della trama ci sia ancora una volta la vetturetta con i fari tondi e la carrozzeria rosso acceso.

Come in tutte le versioni moderne di film cult, accanto al timore di non accontentare le aspettative di chi il capitolo “uno” l’ha amato all’inverosimile, non manca la speranza che venga conservata l'essenza dell'originale. Altrimenti ci arrabbiamo.

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