Ultimo aggiornamento  29 settembre 2021 01:18

Ford RS200, fin troppo esasperata.

Massimo Tiberi ·

Il cambiamento nei regolamenti FIA che coinvolge il Campionato Rally porta, all’inizio degli anni Ottanta, al debutto del nuovo Gruppo B, che sostituisce al vertice i precedenti 4 e 5 dando maggiore libertà ai costruttori.

Solo 200 esemplari

Soltanto 200 gli esemplari stradali da costruire per l’abilitazione alle gare, più 20 per ogni evoluzione, e quindi possibilità di staccarsi nettamente dai modelli di serie, sperimentando quanto di più tecnicamente avanzato ed estremo. Nascono così vetture straordinariamente sofisticate, che esasperano la formula delle quattro ruote motrici e arriveranno a potenze superiori ai 500 cavalli, valori più da pista che da neve o sterrati.

Nelle competizioni si affrontano bolidi come la Lancia Delta S4, l’Audi Sport quattro o la Peugeot 205 Turbo 16, che praticamente nulla hanno a vedere con le auto d’origine, e anche la Ford sarà della partita, pur non ottenendo risultati paragonabili alle avversarie.

Scende in pista l'Ovale Blu

Nel 1984 viene presentata la Ford RS200, che riprende la sigla per Rally Sport delle Escort plurivittoriose del passato, frutto di un progetto che mette insieme soggetti di primo piano e non ha riferimenti con la normale gamma di produzione dell’Ovale Blu.

Diseganta da Ian Callum

Il design della carrozzeria, compatta (4 metri di lunghezza) in materiali compositi, viene affidato alla Ghia che fa parte del gruppo Ford, con l’intervento di Ian Callum (sue saranno poi bellissime Aston Martin e Jaguar) e la produzione alla Reliant, mentre il telaio vede coinvolti specialisti della Formula 1 come Tony Southgate.

Un 4 cilindri in alluminio Cosworth

Il motore, in posizione posteriore-centrale, è un 4 cilindri in alluminio 1.800 della Cosworth, bialbero 16 valvole ad iniezione e turbo Garrett raffreddato ad acqua, accoppiato ad un cambio a cinque marce. Trazione integrale, sospensioni indipendenti a quadrilateri, impianto frenante a dischi di grande diametro e sterzo con possibilità di servoassistenza, completano un quadro di chiara impostazione agonistica.

Già nella versione base “stradale” la potenza è di 260 cavalli, che si avvicinano ai 500 in gara, a fronte di un peso contenuto nei 1.000 chili, per prestazioni in accelerazione paragonabili a quelle delle più blasonate supercar (0-100 nell’ordine dei 3 secondi).

Troppi rischi

Nonostante le caratteristiche di rilievo, la RS200 non riesce a distinguersi nel Mondiale Rally, con miglior risultato un terzo posto in Svezia nel 1986, e sarà purtroppo protagonista di un pauroso incidente in Portogallo che provoca vittime fra gli spettatori. Un altro tragico evento in Corsica, con la morte dei piloti della Delta S4 Toivonen e Cresto, metterà la parola fine dopo sole quattro stagioni alle Gruppo B, considerate troppo pericolose e sostituite con modelli meno esasperati.

Mr. Hyde della meccanica

La carriera della Ford, e di altre ex, comunque proseguirà nella categoria Rallycross e in competizioni particolari come la cronoscalata americana Pikes-Peak, con motori di cilindrata maggiorata e potenze che raggiungeranno gli 800 cavalli. La conferma delle “mostruose” potenzialità di autentiche Mr. Hyde della meccanica.

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