Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 01:16

Angela Merkel, 16 anni da Cancelliera dell'auto.

Angelo Berchicci ·

Con l'imminente fine del quarto esecutivo guidato da Angela Merkel si sta per chiudere un'epoca (le elezioni federali sono previste per il 26 settembre). Da 16 anni alla guida del suo paese, la cancelliera Merkel è stata testimone - e in parte artefice - dei grandi cambiamenti che l’industria automobilistica tedesca ha vissuto negli ultimi anni. Un settore a cui la Merkel ha sempre guardato con grande attenzione, tanto da essere soprannominata in Germania “Auto Kanzlerin”, la Cancelliera dell’auto.

In difesa dell'auto

Diventata per la prima volta cancelliera nel 2005, la Merkel – leader dell’Unione Cristiano Democratica (CDU) – si trova ben presto a fare i conti con la crisi economica e finanziaria del 2008. In linea con l’ottica del suo mentore Helmut Kohl, che negli anni ‘90 aveva puntato sull’automotive per consolidare l’economia tedesca all’indomani dell’unificazione, la Merkel vede il settore automobilistico come il motore dell’industria nazionale.

Per difenderlo vara nel 2009 il “bonus ambientale”, che diventerà famoso nel paese come “bonus rottamazione”: 2.500 euro per ogni vettura rottamata in cambio dell’acquisto di un’auto nuova. La misura, confermata negli anni successivi, si dimostra un successo e a beneficiarne sono milioni di tedeschi, permettendo al settore automobilistico di rimanere a galla nei duri anni della crisi.

Parole dure

Sempre nel 2009 il governo di Angela Merkel non esita a intervenire in aiuto di Opel, in gravi difficoltà finanziarie. Per il costruttore tedesco, a rischio chiusura, arrivano immediatamente 1,5 miliardi di aiuti statali (che portano l’allora ministro dell'Economia francese Christine Lagarde a parlare di una possibile alterazione della concorrenza). Il governo tedesco, inoltre, si impegna in prima persona nei negoziati con l’austro-canadese Magna-Steyr, che si era detta interessata all’acquisto del brand dal gruppo General Motors (il quale in un secondo momento rinuncia alla vendita).

La sua attenzione a difendere il settore automobilistico, oltre alla presenza fissa della Merkel all’IAA di Francoforte, hanno come risultato la nascita del soprannome Auto Kanzlerin, Cancelliera dell’auto.  Questo però non le impedisce di avere parole molto dure per il settore dopo lo scandalo diselgate del 2015: “L’industria ha commesso degli errori estremamente gravi, e cosa ancora più grave, ha incrinato la fiducia nei suoi confronti, da parte sia dei consumatori che delle istituzioni”.

Cambiare radicalmente

Lo scandalo delle emissioni è uno spartiacque nel modo della Merkel di guardare all’automotive. Già nel 2016 il suo governo – tra i primi in Europa - vara il rinnovato bonus ambientale, che questa volta prende in considerazione solo le auto elettriche. E’ la base degli incentivi all’acquisto di vetture a zero emissioni, che da allora sono stati confermati di anno in anno e resi via via più corposi.

Nel 2017 ritorna all’IAA di Francoforte prendendo la parola proprio dallo stand del gruppo Volkswagen, dove si fa immortalare con i primi prototipi delle vetture elettriche della famiglia ID. “L’unica possibilità dell’industria per riguadagnare fiducia persa è quella di cambiare radicalmente” dichiara in quell’occasione.

L'innovazione tecnologica

Una linea a cui la Merkel rimane fedele anche dopo lo scoppio della pandemia, quando il suo governo nega nel giugno 2020 l’estensione degli incentivi statali anche alle autovetture diesel e benzina Euro 6, suscitando non poche critiche. Contemporaneamente, il Ministro dell’Economia Peter Altmaier, stretto collaboratore e collega di partito della cancelliera, mette a punto un piano da 7 miliardi di euro per fare della Germania una delle principali economie all’idrogeno in Europa.

Anche la guida autonoma ha ricevuto l'attenzione di Angela Merkel: “Prevedo che tra vent’anni la guida sarà affidata completamente alle automobili. Per condurre di persona una vettura bisognerà essere muniti di un permesso speciale, o qualcosa di simile. Il più grande pericolo alla guida sono gli individui” dichiara a inizio 2017. Meno di quattro anni dopo, nel maggio 2021, il Bundestag approva una legge (non ancora entrata in vigore) che mira a fare della Germania il primo paese a consentire l'utilizzo di vetture driverless di livello 4 su strade aperte al pubblico.

Realista

Nonostante sia una delle più convinte promotrici dello sviluppo e della diffusone delle auto elettriche, Angela Merkel ha dimostrato anche una buona dose di realismo quando, rivolgendosi all’Europa e all’ipotesi di un ban sulle endotermiche nel breve futuro, ha chiesto di non far sparire immediatamente le auto tradizionali, a benzina e diesel.

“Non sarebbe una buona cosa per nessuno. L'industria dell'auto e il mercato dovranno contare sulle auto con motore a combustione ancora per i prossimi anni" ha dichiarato a novembre 2020 nel suo discorso di fronte all’associazione BDA. 16 anni di governo sempre con l’auto al centro.

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