Ultimo aggiornamento  24 ottobre 2021 07:09

Il Mauto racconta il mito della 127.

Linda Capecci ·

Il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino racconta i 50 anni della Fiat 127 attraverso la mostra "Che macchina!", curata dal giornalista Giosuè Boetto Cohen in collaborazione con la Fondazione Manzoni e il contributo di Stellantis Heritage. Un modo per celebrare questa leggendaria vettura e colui che l'ha disegnata: Pio Manzù, figlio dell'artista Giacomo. Sarà possibile visitare la mostra, già aperta al pubblico, fino al 5 settembre.

Una piccola leggenda

La piccola 127 è nata nel 1971, proclamata "Car of the Year" l'anno successivo, è rimasta in produzione per 16 anni. Nel 1987 erano state assemblate oltre 5 milioni di unità. E' una delle quattro ruote più rappresentative del marchio Fiat e dell'industria automobilistica italiana: la prima utilitaria "spaziosa", con un bagagliaio da 365 litri e una trazione anteriore che la rendeva agile e facile da guidare.

La mostra

Al Mauto sono esposti 7 diversi modelli: due 127 della prima serie, una Rustica, una Sport, una Top, una Panorama e una City Taxi. In mostra anche i disegni originali dell'Autonova FAM del 1964, monovolume progettata dallo stesso Pio Manzù. Accanto alle auto sono visibili anche degli oggetti di design firmati dal progettista figlio d'arte: dalla lampada "Parentesi" al "Cronotime", il primo orologio a transistor, dal portaoggetti "Kartell" al progetto di "Parchimetro".

"La Fiat 127 è stata la mia prima auto - ha raccontato Benedetto Camerana, Presidente del Mauto – seguita da altre tre, una delle quali era un modello Sport. Pio Manzù era molto amico di mio padre Oddone, responsabile per lunghi anni della Pubblicità e Immagine Fiat. Lo ricordo spesso a casa, io appena un bambino, ma colpito dalla sua intelligenza veloce, gli occhi vivaci dietro i grandi occhiali. Questi sono due buonissimi motivi per essere felice, da una parte e orgoglioso dall'altra, di questa mostra, che unisce nel ricordo, intimo e pubblico, valori importanti dell'Italia degli annI '60 e '70".

La direttrice del Mauto Mariella Mengozzi ha aggiunto: "Il Mauto ha mantenuto la sua vitalità e capacità propositiva in uno dei periodi più difficili. E oggi torna a raccontare storie di uomini e automobili con due protagonisti: la 127, nuova cinquant'anni fa come oggi, e Pio Manzù, progettista diverso dagli altri".

Una mostra da non perdere per rivivere una leggenda del marchio Fiat. Per maggiori informazioni su prenotazioni, orari e costi si può consultare il sito ufficiale del museo.

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