Ultimo aggiornamento  03 febbraio 2023 23:58

Qualità dell'aria, l'agenzia europea boccia l'Italia.

Angelo Berchicci ·

L’Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA) ha stilato la nuova mappa visuale della qualità dell’aria urbana, prendendo in considerazione la quantità di polveri sottili di 323 città in tutto il territorio dell’Unione, relativamente al biennio 2019-2020.

L’Italia non spicca e, per una volta, non sono le grandi aree urbane a essere messe peggio: Cremona è risultata la seconda città più inquinata dello studio, dopo la polacca Nowy Sacz e subito prima della croata Slavonski Brod, mentre altre tre realtà del nostro paese (Vicenza, Brescia e Pavia) si sono posizionate tra le ultime dieci.

I criteri di valutazione

Nella nuova mappa visuale della qualità dell’aria urbana dell’AEA, le aree sono classificate dalla più pulita alla più inquinata sulla base dei livelli medi di particolato fine (PM2,5) degli ultimi due anni.

Delle 323 città che figurano nella mappa, 127 (il 40%) hanno una qualità dell’aria "buona", nel senso che è al di sotto degli orientamenti sanitari per l’esposizione a lungo termine al PM2,5 – pari a 10 microgrammi per metro cubo d’aria – fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Dal 2019 al 2020 le tre città europee più pulite in termini di qualità dell’aria sono state Umea (Svezia), Tampere (Finlandia) e Funchal (Portogallo). L’Unione europea ha fissato un valore limite annuale per il PM2,5 pari a 25 microgrammi per metro cubo. La mappa visuale considera la qualità dell’aria a lungo termine molto scarsa quando i livelli di PM2,5 sono pari o superiori a tale soglia; rientrano in questa categoria cinque città situate in Polonia, Croazia e Italia (per il nostro paese Cremona e Vicenza). La migliore città italiana dello studio è Sassari, che si è posizionata tra le prime quattordici a livello europeo.

Non considera tutte le città

I dati provengono dalle misurazioni a terra del PM2,5 effettuate da più di 400 stazioni di monitoraggio nelle aree urbane e suburbane. Non sono incluse tutte le città. Il set di dati comprende quelle che fanno parte dell’audit urbano della Commissione europea e che hanno una popolazione di oltre 50mila abitanti.

Non sono prese in considerazione le città che non dispongono di stazioni di monitoraggio urbane o suburbane, né quelle per le quali i dati provenienti da tali stazioni riguardano meno del 75 % dei giorni di un anno solare.

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