Ultimo aggiornamento  28 ottobre 2021 13:17

Berline e wagon generaliste, chi c'è ancora.

Angelo Berchicci ·

Berline (e relative versioni station wagon) dei grandi marchi generalisti, quasi sempre a 3 volumi o più raramente a 2 volumi e mezzo, spaziose (tra i 4,7 e i 4,9 metri), comode e alla portata di molti. E’ l’identikit di quelle che una volta erano considerate le auto di famiglia per eccellenza, mentre ora sono entrate nel novero dei segmenti in crisi, assieme alle monovolume compatte e alle citycar.

Nel segmento, che risente come tutti gli altri dell’avanzata di suv e carrozzerie a ruote alte, bisogna comunque distinguere tra categoria premium, che ancora resiste, e livello generalista, in forte declino (almeno in Europa). Nel 2020 la maggior parte delle berline e wagon di segmento D vendute nel vecchio continente apparteneva a marchi premium (504.700 unità), mentre le auto di brand generalisti sono state 282mila, in calo del 28%.

E i costruttori agiscono di conseguenza: molti hanno già lasciato il settore delle berline tradizionali, altri lo faranno a breve, mentre qualcuno – controcorrente – continua a credere in un suo possibile futuro, magari facendo leva su nuove formule. Vediamo qual è oggi l’offerta nel settore delle ammiraglie generaliste. 

Leader della categoria

Nella categoria la Volkswagen Passat è il modello più gettonato d’Europa, sia per quanto riguarda il formato berlina (16.895 unità nel 2020), che quello wagon, con 99.459 Passat Variant vendute. La tedesca, giunta alla sua ottava generazione, è ormai disponibile in Italia solo con carrozzeria wagon, anche in variante votata all’offroad “All-track” e con motorizzazione ibrida plug-in GTE.

Secondo le indiscrezioni, la Casa di Wolfsburg punta a lanciare nel 2023 la nuova generazione della vettura, che sarà sempre basata sulla piattaforma MQB ma avrà più powertrain ibridi, e potrebbe non ricevere per la prima volta una declinazione a 3 volumi (sarebbe proposta solo in versione Variant).

Rivalità in famiglia

Appartiene al gruppo Volkswagen un altro nome importante del settore: quello del costruttore ceco Skoda. Sua è la station più venduta d’Europa, la Octavia Wagon (la nuova generazione, lanciata nel 2020, ha già superato le 140mila unità consegnate), che tuttavia viene considerata formalmente come una vettura di segmento C, anche se per lunghezza (4,69 metri) si posiziona a metà strada tra quest’ultimo e il segmento D. L'Octavia può essere scelta con powertrain plug-in, in versione sportiva RS o all-terrain "Scout".

Skoda propone anche l’ammiraglia Superb, in versione berlina e station (quest’ultima è la wagon con il bagagliaio più spazioso in assoluto, con un volume di ben 660 litri). Si tratta di una diretta concorrente della Passat, di cui condivide pianale e propulsori, compresi quelli ibridi plug-in.  

Formule diverse

L’ex gruppo Psa, ora Stellantis, sembra credere ancora nella categoria. Difatti, due dei suoi brand – Peugeot e Opel – sono presenti nel segmento, mentre Citroen vi farà ritorno a breve. Per le 508 berlina e station (quest'ultima chiamata “fastback”) Peugeot ha puntato su uno stile aggressivo e su un’immagine da semi-premium, con materiali di qualità e tanta tecnologia. Oltre ai diesel e ai benzina, il modello è disponibile con un powertrain plug-in hybrid da 225 cavalli, utilizzato anche dalla versione sportiva PSE, in questo caso però con 360 cavalli e trazione integrale.

Opel invece offre l’ammiraglia Insignia (berlina e station), sobria e molto sicura (da segnalare, ad esempio, i fari led matrix di serie). Citroen ha svelato di recente la nuova C5 X (costruita sulla medesima piattaforma EMP-2 della Peugeot 508), che arriverà a fine anno. Si tratta di una vettura anticonvenzionale, con uno stile che richiama il mondo dei crossover a ruote alte, ma anche quello delle shooting brake. Questa berlina a 2 volumi e mezzo (un formato tipico per Citroen) sarà disponibile con alimentazioni ibride plug-in, e punterà come da tradizione della Casa sul comfort di marcia.

Anche Subaru ha confermato il suo interesse per il settore, presentando lo scorso anno la nuova generazione di un classico, la Outback. Per il brand giapponese la formula (vincente, perché la Outback è la wagon più venduta a livello globale) fa leva sulle specificità del modello: anima offroad con carrozzeria rialzata, motore boxer e trazione integrale permanente.

Chi lascerà il segmento

Chi invece sembra aver perso interesse per le grandi berline e wagon è Ford, che ha deciso di porre fine alla storia della Mondeo (attualmente ancora venduta in formato berlina e station). Lo storico modello, giunto alla sua quarta versione (disponibile anche full hybrid), dovrebbe uscire dal listino europeo senza eredi, come già avvenuto negli Usa. Negli ultimi mesi, tuttavia, una misteriosa berlina pesantemente camuffata è stata avvistata più volte nei pressi dello stabilimento Ford di Valencia (dove viene prodotta la Mondeo), il che potrebbe far pensare a una nuova generazione del modello.

Infine, Mazda terminerà ufficialmente la produzione della 6 berlina e station a fine anno per tutti i mercati, un destino che molto probabilmente sarà condiviso anche dalla Renault Talisman, che dal 2020 in Italia è offerta solo in versione wagon “Sporter”. La Casa francese ha in cantiere una drastica riduzione della propria gamma, che vedrà scomparire i modelli meno gettonati dal pubblico, come l’ammiraglia di segmento D.

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