Ultimo aggiornamento  26 luglio 2021 04:16

Aniasa: la cara vecchia auto più che mai.

Marina Fanara ·

Con l'allentamento delle restrizioni, gli italiani hanno ripreso a muoversi e molte persone che fino all'insorgere della pandemia usavano i mezzi pubblici ora preferiscono evitarli e riprendere la propria auto, sia per motivi di sicurezza contro il contagio che per i minori posti diponibili a bordo di bus, metropolitane e tram.

È questo il fenomeno principale che emerge dallo studio realizzato da Bain & Company e commissionato da Aniasa (associazione che rappresenta le aziende italiane di servizi per la mobilità) dal titolo "l'Italia riaccende i motori della mobilitàNuove esigenze o abitudini consolidate?". L'indagine è stata realizzata a maggio scorso su un campione di mille persone residenti nelle principali città del Paese.

Vince l'auto, quella di sempre

Stando ai risultati, l'auto resta il mezzo preferito (da 2 italiani su 3) per gli spostamenti quotidiani (soprattutto in periferia e per i tragitti pendolari dall'hinterland delle città), ma ciò non si traduce in una maggiore propensione a comprarne una nuova. Anzi, gli acquisti sono praticamente fermi se non addirittura inferiori all'anno precedente il diffondersi dell'emergenza sanitaria: i numeri riportati dallo studio indicano che nei primi 5 mesi di quest'anno le vendite sono diminuite rispetto allo stesso periodo del 2019, con un -28% solo a maggio.

Insomma, l'auto resta il mezzo privilegiato ma per lo più viene usata quella di cui si è già in possesso anche se vecchia e inquinante. In proposito, Massimiliano Archiapatti, presidente Aniasa, ricorda che in Italia un terzo del parco circolante è ancora ante Euro 4, il che crea un evidente impatto negativo su ambiente e sicurezza. C'è da evidenziare, tra l'altro, che le vendite di auto a batteria, pur se progressivamente in crescita, interessano prevalentemente i grandi agglomerati urbani del centro-nord e le flotte aziendali.

L'elettrico arranca, troppo caro

Rimanendo in tema di motorizzazioni, anche se quelle più vendute restano le tradizionali diesel e benzina, la loro quota sul totale immatricolazioni nel 2020 è diminuita di 9 punti percentuali rispetto al 2019 (dall'84 al 71%). Chi riesce a cambiare l'auto, invece, sceglie per lo più un modello ibrido (in particolare mild hybrid) mentre, come dicevamo, crescono seppur occupando ancora una quota minima sul totale del mercato, le immatricolazioni di auto elettriche (da 0,6% del 2019 al 2,3% del 2020 ma nelle grandi città si arriva in media al 5% grazie soprattutto alle flotte aziendali).

Per il resto, il gas (Gpl e metano) resta stabile al 9%. Da notare che il 51% degli intervistati dichiara di non essere propenso all'acquisto di un'auto elettrica. Soprattutto per via del costo che resta insostenibile per la maggior parte delle famiglie, nonostante gli incentivi varati dal governo (lo dimostra il fatto che le agevolazioni per le Euro 6 tra 60 e 135 grammi di CO2 a chilometro sono puntualmente esauriti in poco tempo, proprio perché più economiche).

Mezzi alternativi: aspettative deluse

Quanto ai mezzi alternativi, monopattini elettrici, car sharing, bici e taxi, le aspettative che potessero fungere da sostituto del mezzo privato tradizionale sono deluse, almeno per il momento: piuttosto stanno risultando complementari al trasporto pubblico, per spostamenti brevi e occasionali e da parte di chi lavora ancora prevalentemente da casa. Anche prr quanto riguarda la bicicletta, pur se le vendite sono arrivate a 2 milioni solo nel 2020, il 69% di chi la utilizza ammette di prenderla nel tempo libero e non come un mezzo sostitutivo di altre forme di mobilità.

Le proposte Aniasa

"Stando ai dati dell'indagine, il Covid non ha cambiato radicalmente le abitudini di mobilità degli italiani", sottolinea il presidente Archiapatti, "anzi, a quanto pare, usano più di prima l'auto propria per spostarsi. Resta il problema di un parco circolante tra i più vecchi d'Europa, perché la maggior parte delle famiglie non può  permettersi una vettura nuova, tanto meno una a basso o nullo impatto".

"Per ridurre il problema dell'inquinamento", continua il presidente, "sarebbe opportuno abbandonare ogni approccio ideologico e prendere coscienza delle diverse realtà del trasporto in Italia. Il noleggio di auto nuove potrebbe dare un contributo per una transizone ecologica della mobilità a prezzi contenuti rispetto all'acquisto del nuovo, ma soprattutto la possibilità di comprare esemplari usati ma di ultima generazione, come le Euro 6 derivanti dal settore del noleggio, potrebbe davvero aiutare a svecchiare il parco. Magari allargando la platea degli incentivi del governo anche alle vetture di seconda mano di ultima generazione".

Tag

Aniasa  · Auto privata  · Bain & Company  · Parco circolante  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

Dal 2020 l'obbligo della tassa sulle auto a noleggio è passato al cliente. Critica l'Aniasa, anche sulle differenze da regione a regione per quanto riguarda le esenzioni

· di Redazione

Un’indagine di Fondazione Caracciolo e AC della Capitale conferma: l’82% dei cittadini preferisce il mezzo privato. In crescita monopattini e bici, il servizio pubblico arranca

· di Marina Fanara

Lo evidenzia un'indagine della Banca europea per gli investimenti: si preferisce di più rinunciare all'aereo che alla propria auto, determinanti i comportamenti individuali contro...