Ultimo aggiornamento  20 settembre 2021 16:20

Opel Calibra, questione di equilibrio.

Massimo Tiberi ·

Sostituire la coupé Manta puntando a una fascia superiore, in un segmento ormai inflazionato da tanti modelli giapponesi e dove l’orientamento del pubblico che ama la guida sportiva guarda sempre più alle derivate “spinte” delle berline di gran serie. Con la nuova Calibra la Opel compie un netto salto in avanti, proponendo un’auto frutto di studi avanzati in materia di aerodinamica e compendio delle migliori tecnologie all’epoca disponibili nella gamma.

Design tutto suo

Presentata al Salone di Francoforte del 1989, la vettura colpisce anzitutto per il design esterno, opera dell’equipe di Wayne Cherry, stilista americano di punta in ambito General Motors approdato in Europa prima alla britannica Vauxhall e poi alla Opel.

La Calibra non è soltanto bella ma vanta un CX record di 0,26, che non penalizza neppure un’abitabilità interna notevole per una coupé lunga 4,49 metri, in grado di ospitare due passeggeri sui sedili posteriori con sufficiente comodità, e il vano bagagli, piuttosto capiente (da 300 a 900 litri), è ben accessibile dal grande portellone posteriore. Come tradizione del marchio tedesco, gli allestimenti sono sobri e di buona qualità, senza concessioni al lusso ma con dotazioni di livello.

Va veloce

La meccanica deriva direttamente dalla berlina Vectra, una trazione anteriore con sospensioni anteriori McPherson e posteriori interconnesse, servosterzo, quattro freni a disco e Abs. Due i motori quattro cilindri, entrambi due litri e con cambio a cinque marce: un monoalbero da 115 cavalli e un bialbero, 16 valvole, da 150. Grazie anche alla eccellente profilatura aerodinamica le velocità massime sono elevate, rispettivamente 205 e 215 chilometri orari.

In un ambito che vede le coupé iniziare un certo declino nei consensi del pubblico, la Calibra ha però successo e i ritmi produttivi vengono rafforzati con l’utilizzo degli impianti finlandesi di Valmet oltre a quelli di Russelsheim, mentre lo sviluppo del modello è costante.

Mai uguale a se stessa

Nel 1992 si aggiunge una variante, sempre di pari cilindrata, con accenti da autentica granturismo. Turbocompressore, cambio Getrag a sei rapporti, sospensioni posteriori indipendenti e trazione integrale (ora disponibile anche per gli altri modelli) sono gli ingredienti di un’auto che vanta 204 cavalli e raggiunge i 245 chilometri orari con accelerazione da 0 a 100 in meno di 7 secondi. Il successivo lieve restyling del 1994 è accompagnato dai nuovi motori della famiglia Ecotec più efficienti e dall’arrivo di un V6 2,5 litri da 170 cavalli.

Per la Opel, la Calibra segna inoltre il forte impegno nelle competizioni su pista, che culmina nel 1996 con il doppio titolo, piloti e costruttori, nel campionato turismo ITC: protagonisti Manuel Reuter e una esasperata evoluzione da corsa 4x4 equipaggiata con un V6 da 500 cavalli.

La brillante carriera della coupé tedesca termina nel 1997, dopo oltre 238mila esemplari costruiti, fra i quali 3.400 Turbo a trazione integrale, e non ci saranno eredi dirette: la casa si concentrerà su modelli di classe inferiore come la piccola Tigra o versioni dell’Astra.

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