Ultimo aggiornamento  01 febbraio 2023 01:07

Iso rivolta Fidia, opera d'arte su ruote.

Massimo Tiberi ·

L’esempio della Maserati Quattroporte apparsa nel 1963, una lussuosa berlina con il carattere da granturismo ancora più sportiva di certi modelli Jaguar o Mercedes, non attrae Ferrari e Lamborghini ma suscita l’attenzione di un marchio come Iso Rivolta.

L’azienda di Bresso, passata dalla microcar Isetta alle auto ad alte prestazioni, estende così la sua gamma, che comprende le GT 300/340 e Grifo, con la S4 (sigla per “quattro sportelli”) lanciata nel 1967.

Disegni by Giugiaro

La nuova berlina, che verrà battezzata Fidia, utilizza la piattaforma già ampiamente collaudata delle coupé con passo maggiorato e carrozzeria a scocca portante disegnata da Giugiaro, all’epoca in forza alla Ghia. Le dimensioni sono imponenti (poco meno di 5 metri di lunghezza) ma l’aspetto è sobrio ed elegante. Anche l’allestimento dell’abitacolo, che offre spazio in abbondanza, è classico, da “salotto buono” rifinito artigianalmente, con ampio uso di materiali pregiati: legno per plancia, interno delle portiere e volante, pelle per i rivestimenti. Completa la strumentazione ad elementi circolari e nella dotazione di accessori non mancano alzacristalli elettrici, radio e condizionatore.

Motore made in Usa

La meccanica deriva direttamente dalla GT 300 e ripropone l’abbinamento di un motore di provenienza americana con componenti di scuola italiana dall’impronta decisamente sportiva. Il V8 5,3 litri tipicamente USA della Chevrolet Corvette, albero a camme centrale e carburatore quadricorpo, si unisce a sospensioni anteriori a quadrilateri e posteriori con ponte De Dion, freni a disco servoassistiti (i posteriori in blocco con il differenziale) e sterzo privo di servocomando (optional). Tre le possibilità di scelta per il cambio, manuale a quattro o cinque marce e automatico.

Due le varianti di potenza, 300 o 350 cavalli, per velocità fino a 230 chilometri orari e accelerazione da 0 a 100 sotto gli 8 secondi. E in fatto di comportamento dinamico, ingombri a parte, la Fidia mantiene le promesse di un buon compromesso tra qualità di guida e comfort.

Concorrenza al top

Venduta ad un prezzo base di 6 milioni 600mila lire, al livello della Maserati Quattroporte ormai a fine serie, la vettura è più costosa di rivali come la Jaguar 420G ma lontana dai quasi 8 milioni della esagerata Mercedes SEL 6.3 e, dall’inizio degli anni Settanta, deve guardarsi dalla sopraggiunta De Tomaso Deauville, disegnata da Tom Tjaarda e molto simile nell’impostazione tecnica, nonché dalla raffinata Jaguar XJ a dodici cilindri.

Intanto, il motore sale a 5,7 litri e nel 1972 dall’unità General Motors si passa ad un Ford da 325 cavalli, sempre V8 e di pari cubatura, mentre si avvicendano piccoli restyling. Le cose, d’altra parte, non stanno andando bene per la Iso Rivolta, penalizzata anche da uno sfortunato tentativo in Formula 1 e acquisita da un gruppo finanziario statunitense che la porterà alla chiusura nel 1974. La Fidia resterà in campo fino all’ultimo, apprezzata da personaggi come John Lennon che ne possiederà addirittura tre, ma la produzione non raggiungerà complessivamente neppure i 200 esemplari.

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