Ultimo aggiornamento  03 febbraio 2023 02:12

Jensen Healey, europea da esportazione.

Massimo Tiberi ·

Esaurita nel 1970 la breve, seppure intensa, storia della Austin Healey, con il fine produzione dell’ultima generazione della spider 3000 e la cessazione dei rapporti con la British Leyland, Donald Healey non abbandona la scena automobilistica. Diventato presidente della Jensen Motors e stimolato dall’azionista americano dell’azienda Kjell Qvale, già importatore in Usa delle sue vetture, il tecnico nato in Cornovaglia si lancia in una nuova impresa.

Punta all'America

Con il marchio Jensen Healey debutta così ancora una volta una spider nel solco della tradizione d’Oltremanica e che guarda al mercato statunitense, dove è sempre forte la richiesta di sportive europee. Il progetto è un cocktail, sia dal punto di vista stilistico sia tecnico, che fonde design classico e moderno unito a componenti meccaniche della più varia provenienza.

E’ lo stesso Healey a definire i tratti di una due posti scoperta che viene presentata nel 1972, compatta (lunghezza di 4,11 metri) e dalle forme che si ispirano a modelli Triumph e Lotus ma rivisitate in chiave più contemporanea e, tutto sommato, con effetto gradevole. L’allestimento interno, inizialmente non troppo curato, migliora con la seconda serie del 1974, dove vengono utilizzati con maggiore attenzione materiali come legno e pelle per i rivestimenti. Completa e bella la strumentazione a sei elementi circolari, fra gli optional c’è l’hard-top e arriverà anche il condizionatore d’aria.

Quattro cilindri Lotus

Nella meccanica, troviamo un elemento indiscutibilmente nobile, come il quattro cilindri due litri di provenienza Lotus, bialbero 16 valvole interamente in lega e con due carburatori doppio corpo. Il cambio, invece, ha soltanto quattro rapporti ed è di origine Chrysler. D’impronta decisamente sportiva le sospensioni anteriori a quadrilateri, mentre per il retrotreno viene scelto il ponte rigido della coupé Vauxhall Firenza e l’impianto frenante misto è quello della popolare Morris Marina.

L’eterogeneo insieme crea qualche problema di affidabilità, ma molti difetti vengono via via eliminati e il cambio verrà sostituito con un assai più valido Getrag a cinque marce.

La potenza di 140 cavalli, a fronte di un peso contenuto nei 1.000 chilogrammi, consente di raggiungere quasi i 200 chilometri orari e di accelerare da 0 a 100 in meno di otto secondi. Valori al livello o di caratura superiore rispetto alle concorrenti più accreditate, dal “Duetto”Alfa Romeo, alla Volkswagen-Porsche 914, alle spider connazionali Triumph o MG e alle stesse Lotus.

Vita breve

I prezzi competitivi (1.600 sterline la prima serie) potrebbero favorire le vendite, ma la vettura deve scontare le difficoltà finanziarie della Jensen che chiude i battenti nel 1976. Circa 10mila 500 le unità costruite, compresi alcuni esemplari siglati GT con carrozzeria coupé shooting brake a tre porte.

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