Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 05:43

Nomisma: a Roma troppo tempo perso in auto.

Redazione ·

Ogni anno i cittadini romani passano nel traffico l'equivalente di quasi 21 giornate lavorative, i milanesi 18,6 e - per tutte le altre città metropolitane italiane - il dato è sempre superiore alle 10. Sono i numeri più impressionanti dello studio di Nomisma "Attori e modelli per una mobilità sostenibile", presentato a nella Capitale da Luigi Scarola e Giulio Santagata, rispettivamente responsabile Sviluppo Territoriale ed Economia Sociale e consigliere della società.  

Tragitti lenti

La cronica situazione della congestione che attanaglia molte aree popolate del nostro Paese è aggravata dallo stato di crisi - che già si evidenziava prima della pandemia - nel quale versano molte delle società che si occupano di trasporto pubblico locale, non in grado di fornire un'alternativa credibile. La necessità di distanziamento sociale non ha fatto che acuire l'allontanamento del cittadino dal mezzo pubblico. Anche per questo Nomisma parla di "crisi del modello attuale" e indica in una maggiore concorrenza in termini di offerte al cittadino l'unica via percorribile.

Una delle principali criticità consolidate della mobilità italiane, secondo lo studio, risiede nello scarso utilizzo di modalità di trasporto condiviso: nella maggior parte dei casi in auto si viaggia da soli. Una delle conseguenze dell'utilizzo predominante dell'auto per gli spostamenti è il livello di congestionamento dei grandi centri urbani: a Roma, secondo lo studio curato dall'Istituto bolognese, nell'ora di punta mattutina si impiegano 54 minuti per compiere un tragitto che, in assenza di traffico, richiederebbe 30 minuti. A Milano se ne impiegano 51.

In questo contesto, il servizio taxi e quello del noleggio con conducente (Ncc) non riescono a contribuire al contenimento del traffico privato e - più in generale - a una gestione più efficiente della mobilità.

La soluzione multimodale

Per Nomisma, le esperienze di maggior successo si raccolgono, pur con significative differenze, con i MaaS (Mobility as a Service), con l'obiettivo di mettere l'utente finale al centro della modalità di spostamento. La strategia dei provider di MaaS è quella di creare le condizioni per rendere più attrattivo, in termini di prezzo e servizio, lo spostamento multimodale, offrendo alternative al mezzo privato tramite un'unica soluzione di viaggio che utilizzi più mezzi.

Al cliente va garantita, per quanto possibile,  un'unica interfaccia per acquisto e pagamento dei biglietti, flussi informativi su orari ed eventuali ritardi e, infine, anche la raccolta dei feedback. Quanto più il modello coglierà in tempo reale i fabbisogni di mobilità dell'utente finale, tanto più - dicono gli esperti bolognesi - vi sarà una reale disincentivazione non soltanto all'uso, ma anche del possesso del mezzo privato, determinando chiari vantaggi collettivi sotto il profilo ambientale e sociale.

La diffusione di operatori MaaS verrà favorita quando sarà possibile acquistare pacchetti "bundle" a una tariffa all inclusive a tempo o a distanza; facendo un parallelismo con l'evoluzione della telefonia, che a oggi include un'unica tariffa traffico dati, sms, voce, la MaaS dovrebbe offrire pacchetti in cui sono previsti diversi tipi di mobilità (es. taxi, bus, metro, car sharing etc.) che l'utente potrà usare in funzione delle proprie esigenze.

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