Ultimo aggiornamento  17 settembre 2021 13:04

Mercato, Cina e Usa presto a livelli pre-covid.

Angelo Berchicci ·

Quello uscito dalla pandemia è un mercato automotive a doppia velocità. Mentre Usa e Cina sono in forte ripresa e si preparano a tornare ai livelli pre-covid a fine 2021, l’Europa continua ad arrancare, con una crescita delle immatricolazioni molto lenta e un andamento diversificato tra i singoli paesi. E’ il quadro che esce dall’analisi della PricewaterhouseCoopers (PwC), network di imprese specializzate in servizi di analisi e consulenza.

Un recupero completo

Il report diffuso dall’azienda sottolinea come in Cina i dati mensili sulle immatricolazioni (lo scorso mese le nuove targhe sono state 1,7 milioni) siano tornati sostanzialmente sui livelli del 2019, il che porta a pensare a un recupero completo del settore alla fine dell’anno.  

Negli Usa, dove la pandemia è arrivata più tardi, il ritorno ai livelli pre-covid verrà mancato di poco. Secondo l’elaborazione di PwC a fine 2021 le immatricolazioni saranno ancora inferiori a quelle del 2019 di circa il 3%. Tuttavia, il gap potrebbe diminuire se dovesse continuare la performance fatta registrare negli ultimi due mesi, con vendite tornate sopra gli 1,5 milioni di veicoli grazie ai provvedimenti messi in campo dal governo.

La situazione di Europa e Italia

Discorso diverso per l’Europa, dove la ripresa è più lenta. Nel primo quadrimestre la crescita è stata del 23% rispetto ai dati del 2020, influenzati però dai provvedimenti di lockdown adottati più o meno in tutti i paesi. La differenza con le performance dei primi quattro mesi del 2019 è ancora elevata - la flessione è infatti del 25% - e il centro di analisi prevede che a fine 2021 il vecchio continente avrà recuperato il 10% rispetto allo scorso anno, ma le immatricolazioni continueranno a essere inferiori del 16% rispetto ai livelli del 2019.

Per quanto riguarda l’Italia, le stime per il 2021 realizzate dal centro Dataforce ipotizzano un mercato autovetture a quota 1,49 milioni, un modesto incremento sul 2020 (+7,7%) ma una pesante flessione rispetto all’ultima annata normale, il 2019 (-22,4%).

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