Ultimo aggiornamento  07 febbraio 2023 03:01

Aston Martin, tra ambizione e realismo.

Angelo Berchicci ·

Aston Martin ha chiuso uno degli anni peggiori della sua storia, perdendo 540 milioni di euro nel 2020, ma ora sembra avere le idee molto chiare sulla strada da seguire. Per la Casa britannica - fra i brand più legati alla tradizione – il “Papa straniero” si chiama Lawrence Stroll, imprenditore canadese divenuto presidente all’inizio dello scorso anno, ma soprattutto Tobias Moers.

Il tedesco, in precedenza a capo di Mercedes-AMG, è subentrato come ceo ad Andy Palmer nell’agosto 2020, e ha appena comunicato la sua strategia per risollevare il brand di Gaydon. Le parole chiave: accelerare sull’elettrificazione grazie alla partnership con Mercedes (che detiene il 20% di Aston), incrementare l’immagine sportiva del brand, svecchiare la gamma, ma anche razionalizzare gli investimenti per evitare di disperdere risorse.

Niente più motore V6 

La prima intervista rilasciata dal ceo Tobias Moers - ascoltato dalla testata Autocar - è quasi un piano industriale. La maggior parte delle mosse future sembrano già definite con esattezza, e parlano di una strategia tanto ambiziosa quanto realistica. “Lanceremo più di 10 novità, tra modelli e versioni, entro la fine del 2023. Ma dovremo rinunciare al motore V6” afferma Moers, riferendosi al propulsore che gli ingegneri di Gaydon stavano sviluppando internamente per le prossime supercar.

“L’avvio di quel progetto è stata una decisione del precedente management, ma i costi per adeguarlo alla normativa Euro 7 sarebbero troppo elevati. Invece, dobbiamo puntare sull’elettrificazione”. Al posto del V6, quindi, arriveranno non meglio precisati powertrain ibridi (probabilmente plug-in) realizzati in partnership con AMG, che andranno a equipaggiare i due modelli centrali per il rilancio: la supercar Valhalla e la nuova generazione della granturismo Vanquish, che diventerà una berlinetta a motore centrale-posteriore ispirata alla concept del 2019, con cui la Casa mira a fare concorrenza alla Ferrari F8 Tributo.

Le novità per la gamma

Queste vetture arriveranno tra il 2024 e il 2025, all’apice della ripartenza, il cui primo step sarà il lancio nella seconda metà di quest'anno della hypercar Valkyrie, realizzata in collaborazione con il team di Formula 1 Red Bull. La vettura, mossa dal V12 più estremo mai costruito dalla Casa, sarà declinata in versione stradale e da pista (ma non da corsa, perché il suo debutto nel campionato endurance è stato annullato), e vedrà nel 2022 anche una variante scoperta.

A settembre toccherà al suv DBX, che riceverà una motorizzazione a sei cilindri mild hybrid, e ad aprile 2022 una variante “in grado di impensierire una concorrente italiana che al momento ha vita troppo facile” afferma Moers, lasciando intendere una possibile motorizzazione di punta per competere con la Lamborghini Urus.

I due modelli simbolo Vantage e DB11 riceveranno un restyling nei prossimi 18 mesi “perché la nostra gamma ha un po’ troppi anni sulle spalle”, e verranno arricchiti da versioni più potenti e votate al piacere di guida, “che siano in grado di percorrere il Nurburgring in un tempo minore delle concorrenti tedesche”, un chiaro riferimento a Porsche 911 e Mercedes-AMG GT.

I piani per le elettriche

“Ottimizzare le risorse” non è un’espressione che si sente spesso quando si parla di brand esclusivi come Aston Martin, ma anche questo è un buon esempio del duplice approccio di Moers, che ha scelto di archiviare la programmata rinascita del nome Lagonda (storico costruttore di cui Aston Martin possiede i diritti). Stando ai piani, sarebbe dovuto diventare un brand extra-lusso elettrico autonomo, “ma avrebbe diluito risorse dal marchio principale. Stiamo definendo la questione, un’idea è quella di utilizzarlo come sub-brand per vetture ancora più lussuose, un po’ come Maybach per Mercedes”.

E poi, ovviamente le elettriche, anche queste da costruire – su piattaforme dedicate - sfruttando il know how della Casa di Stoccarda, per quanto Moers non si sia esposto più di tanto sui dettagli, limitandosi ad annunciare che la prima Aston a batteria sarà una sportiva e arriverà nel 2025.

“Insomma, il piano è questo: facelift per i modelli attuali e, fra tre o quattro anni, l’intera gamma sarà elettrificata”. E poi, per dimostrare di essersi già ambientato a Gaydon, conclude con una nota di humour inglese: “L’unica cosa su cui non abbiamo bisogno di investire sono gli stabilimenti”, dice riferendosi alla sovracapacità produttiva degli impianti. 

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