Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2021 03:37

2027, l’anno del sorpasso elettrico.

Paolo Borgognone ·

Secondo uno studio realizzato da BloombergNEF su incarico della associazione no profit europea Transport&Environment, nel 2027 tutti i veicoli elettrici, a prescindere dal segmento di cui fanno parte, saranno più convenienti di quelli con alimentazione tradizionale. Lo storico evento avverrà soprattutto grazie al progressivo calo del costo della batterie. 

Per gli esperti che hanno condotto la ricerca, il primo segmento nel quale i veicoli elettrici diventeranno più convenienti sarà - già nel 2025 - quello dei commerciali leggeri. Seguiranno, l'anno successivo, le berline (segmenti C e D) e i suv di tutte le dimensioni. Le ultime a raggiungere la parità, appunto nel 2027, saranno le auto più piccole (segmento B). La ricerca sottolinea che il sorpasso avverrà anche in assenza di facilitazioni al mercato, come tassazione agevolata o incentivi all’acquisto.

Serve la politica

Gli analisti di BloombergNEF avvertono però che la diminuzione dei costi di realizzazione e la conseguente crescita di consenso dei consumatori sono strettamente connessi con l’aumento dei volumi di produzione e vendita dei veicoli elettrici. Ecco perché Transport&Environment sottolinea l’importanza di considerare degli obiettivi vincolanti intermedi al 2027, oltre a quelli già previsti nel 2025 e 2030, per poi raggiungere il target finale che preveda lo stop alla vendita di nuovi veicoli a combustione interna nel 2035.

“Questo studio - commenta Veronica Aneris, direttrice per l'Italia di T&E - dimostra come i veicoli elettrici rappresenteranno presto una realtà alla portata delle tasche di tutti i nuovi acquirenti. Una buona notizia per il clima, per i consumatori, per la leadership industriale europea e per l’obiettivo dell’Unione che punta alla decarbonizzazione per il 2050. Con le giuste politiche, in Europa le auto e i furgoni elettrici possono raggiungere il 100% del mercato entro il 2035. Anche il Governo italiano deve favorire questa transizione storica, da un lato sostenendo gli obiettivi di riduzione di CO2 più stringenti per i costruttori e introducendo il 2035 come data di fine vendita dei motori a combustione interna, dall’altro accelerando la diffusione dei veicoli elettrici nel circolante del nostro Paese. È ora di rimboccarsi le maniche, di dispiegare una rete di ricarica nazionale adeguata e di introdurre politiche fiscali mirate e coerenti”.

Romani e milanesi favorevoli

Secondo una nota del Transport&Environment, “la prossima tappa da tenere d'occhio per capire quanto la Unione Europea sia effettivamente intenzionata a incentivare il passaggio ai veicoli elettrici sarà a giugno, quando la Commissione di Bruxelles potrebbe fissare una data di stop alle vendite di auto a combustibili fossili". Per convincere l'esecutivo comunitario a fare tale scelta, 27 importanti società europee di diversi comparti industriali (tra cui Volvo, Uber, Coca Cola Europe, Ikea Retail, Sky) nelle scorse settimane hanno sottoscritto un appello che chiede di fissare al 2035 il phase-out. Almeno sette case automobilistiche e 10 Stati europei hanno annunciato piani per eliminare gradualmente le auto convenzionali. 

Peraltro, un recente sondaggio svolto da YouGov ha evidenziato come il 63% dei cittadini residenti in 15 grandi centri urbani europei sarebbe favorevole a un divieto di vendita dei veicoli a motore termico dopo il 2030. In Italia i tassi di consenso più elevati si sono registrati a Roma e Milano, rispettivamente con il 77% e 73%.

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