Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2021 22:47

Stellantis, i suv che verranno dall'est.

Angelo Berchicci ·

Cominciano a delinearsi le prime informazioni sui nuovi modelli che l’ex gruppo Fiat-Chrysler, ora Stellantis, ha intenzione di produrre nello stabilimento di Tychy, dove al momento vengono assemblate la Lancia Ypsilon e la Fiat 500 endotermica, anche in versione Abarth. La testata Automotive News Europe ha potuto visionare alcuni documenti interni – nello specifico si tratta di richieste di preventivi fatte ai fornitori – che danno maggiori indicazioni sui dettagli delle vetture e sul cronoprogramma dei lanci.

Confermata la piattaforma francese

Secondo quanto riporta la testata, nello stabilimento polacco verranno costruiti con certezza almeno due suv compatti, con marchi Jeep e Fiat. Sarà il primo frutto delle sinergie all’interno di Stellantis, in quanto le vetture nasceranno sulla piattaforma multienergia CMP sviluppata dall’ex gruppo Psa, oggi utilizzata per i suv Peugeot 2008, Opel Mokka e DS3 Crossback, e relative varianti elettriche.

Trova conferma quanto già annunciato a fine 2020 dal vice primo ministro polacco Jaroslaw Gowin, ovvero che le vetture prodotte a Tychy avranno anche una versione 100% elettrica, oltre a motorizzazioni ibride. L’utilizzo della piattaforma francese, per quanto mai confermato dall’azienda, era già stato previsto dagli addetti ai lavori, per cui la vera sorpresa che viene fuori dai documenti letti da Automotive News è l’assenza di riferimenti al suv Alfa Romeo, noto in via non ufficiale come Brennero.

I dubbi sul modello Alfa Romeo

Nel piano d’investimento da 166 milioni di euro in Polonia, approvato da Fca prima della nascita di Stellantis, si era parlato infatti anche di una vettura della Casa di Arese, da costruire sulla stessa linea dei crossover Jeep e Fiat. Di questo modello non vi è traccia nei documenti e, secondo quanto riferisce la testata, il progetto sarebbe in stand by per motivi ancora da chiarire. Nel 2013 Sergio Marchionne affermò che non avrebbe “mai costruito un’Alfa Romeo fuori dall’Italia”. Che il ceo di Stellantis, Carlos Tavares, voglia attenersi alla stessa linea del manager italo-canadese?

Il cronoprogramma

Per quanto riguarda il cronoprogramma dei lanci, si nota un ritardo di quattro mesi rispetto ai tempi stimati in precedenza. Il primo modello realizzato sarà la piccola Jeep, la cui produzione non inizierà a luglio 2022 ma a novembre, con lancio commerciale previsto per il primo trimestre 2023.

In un primo momento sarà dotata di motori a benzina, mentre a febbraio 2023 inizierà l’assemblaggio della versione elettrica (con batterie fornite prima dalla Catl e, da luglio 2023, dalla Byd). Ad aprile 2023 partirà la produzione del suv Fiat, e il mese successivo quello della sua versione elettrica, con commercializzazione prevista 3-4 mesi dopo.

Le questioni in sospeso

Oltre al destino del suv Alfa Romeo, rimangono da sciogliere alcune questioni, tra cui il collocamento di mercato dei nuovi modelli. Nel corso della prima assemblea degli azionisti di Stellantis, Carlos Tavares ha dichiarato che i nuovi piani industriali dei brand verranno pubblicati solamente a fine 2021.

Di conseguenza, non è ancora chiaro se i suv cittadini prodotti in Polonia andranno ad aggiungersi agli attuali Jeep Renegade e Fiat 500X, magari con un profilo più da crossover come ha fatto Hyundai per differenziare Bayon e Kona, oppure a sostituirli (nel 2023 i due suv prodotti a Melfi avranno 9 anni di carriera alle spalle).

La seconda questione riguarda la componentistica. Per ora, infatti, è difficile dire se le vetture nate sulla piattaforma CMP potranno essere dotate dei propulsori Fiat e Jeep di nuova generazione, come i tre e quattro cilindri FireFly, o dovranno contare anche per trasmissione e motori su unità ex-Psa. Infine, il nodo dell’ibrido sembra quello su cui ci sono più dubbi.

Automotive News ha parlato di powertrain mild hybrid, con un’unità elettrica inserita tra il cambio e il motore, da lanciare nel gennaio 2024. Una soluzione inedita rispetto sia agli ibridi sviluppati dai francesi (che hanno puntato solo sui sistemi plug-in), sia a quelli dell'ex Fiat-Chrsyler, che per le versioni ibride leggere delle sue utilitarie ha creato un più semplice schema a 12 Volt con starter-generatore a cinghia. 

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