Ultimo aggiornamento  30 novembre 2021 06:50

Cadillac Allanté, l'italo-americana.

Massimo Tiberi ·

Svecchiare un’immagine legata ad auto monumentali, dal lusso non sempre di sostanza e tecnologicamente non avanzatissime, che subiscono la concorrenza crescente, e proprio in patria, delle case di prestigio europee. Cadillac, marchio al vertice della General Motors, gioca nella seconda metà degli anni Ottanta la carta di un modello che possa essere considerato portabandiera del suo nuovo corso strategico. Nasce la Allanté, una sportiva fuori dai canoni tradizionali per la big di Detroit, una cabriolet due posti che ha l’ambizione di misurarsi nel campo elitario dove trova avversarie come la Mercedes SL o la Jaguar XJ-S.

Per raggiungere l’obiettivo, lo stile e parte dell’assemblaggio sono affidati alla Pininfarina, che già in passato aveva firmato originali creazioni basate su telai della casa statunitense. A partire dalla gigantesca spider V16 dalla coda “bateau”, risalente addirittura al 1931, fino alla coupé Starlight del 1959, dal futuristico tetto in plexiglass, o alla coupé bicolore Jaqueline del 1961. 

La catena di montaggio più lunga al mondo

Viene realizzata così quella che sarà definita la “catena di montaggio più lunga del mondo”. Le piattaforme, con alcuni elementi elettronici, sono infatti trasferite via aerea, utilizzando Boeing 747 Cargo appositamente allestiti, per il montaggio delle carrozzerie in Italia. Dopo il viaggio di ritorno, le vetture vengono poi completate in America con le componenti meccaniche e sottoposte, per la verifica finale, ad un collaudo su strada di 25 miglia. 

L’operazione è complessa e molto onerosa, anche per la Pininfarina che costruisce  ex novo un impianto a San Giorgio Canavese, da affiancare a quello di Grugliasco, per dare seguito al progetto che dovrebbe garantire la produzione di circa 8mila unità all’anno.

La Allanté debutta al Salone di Parigi del 1986, ma in Europa avrà scarsissima presenza e in Italia non verrà mai ufficialmente importata. L’impatto estetico è profondamente diverso dagli standard, fino ad allora, della Cadillac. L’auto ha misure contenute per un’americana (lunghezza di 4,54 metri), nonostante l’utilizzo di una piattaforma derivata dalla mastodontica Eldorado, e il design di Leonardo Fioravanti è di sobria eleganza. All’interno, il gusto yankee prevale invece nettamente, ma la qualità è di livello e i materiali in gran parte pregiati, come pelle e moquette. Il ricco equipaggiamento si distingue in particolare per la strumentazione a cristalli liquidi e per l’efficiente climatizzatore automatico. La capote in tessuto non è a funzionamento elettrico, ma non manca un leggero hard-top in alluminio offerto di serie per la trasformazione in coupé. Apprezzabile, per il tipo di vettura, la capacità del bagagliaio di 460 litri, tra l’altro con un pratico passaggio di comunicazione con l’abitacolo. 

Vocazione alla comodità

Nella meccanica, in evidenza lo schema a trazione anteriore, ormai non più un tabù negli USA, mentre le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti con avantreno McPherson e una raffinata balestra trasversale posteriore in fibra. L’impianto frenante a quattro dischi è corredato da ABS e le dotazioni di sicurezza comprenderanno gli airbag. La vocazione prevalente della Allanté è al comfort, in effetti notevole, che però non giustifica la scelta di un motore dalle prestazioni decisamente inferiori rispetto alla concorrenza. Il V8 4,1 litri ad iniezione, con albero a camme centrale e cambio automatico a quattro rapporti, mette a disposizione 172 cavalli che non consentono di raggiungere i 200 chilometri orari, abbondantemente alla portata delle rivali, e con un’accelerazione da 0 a 100 in più di 10 secondi.

Il temperamento poco sportivo è uno dei motivi che metteranno in difficoltà la cabriolet Cadillac sul mercato, affetta inoltre da qualche problema di affidabilità e venduta a un prezzo elevato: si toccheranno i 60mila dollari superando di gran lunga, nell’ambito della stessa famiglia General Motors, il costo di una  Corvette.

Nel corso degli aggiornamenti, arriveranno il 4,5 litri ripreso dalla Seville con 204 cavalli e il 4,6 Northstar da 295 cavalli, finalmente adeguato al rango.

Ma ormai siamo nel 1992 a fine produzione, che terminerà nell’anno successivo dopo soltanto 21mila 500 esemplari costruiti, molto al di sotto delle previsioni e con un flop economico non da poco per un modello dalle tante ambizioni. Comunque, guardando i numeri dell’erede XLR del 2003, uscita di scena nel 2009 dopo appena 15mila unità, la Allanté può almeno rivendicare  l’indubbio interesse storico

Tag

Allanté  · Cadillac  · Pininfarina  · 

Ti potrebbe interessare

· di Massimo Tiberi

Metà anni '50: negli Usa un costruttore indipendente propone una "piccola", assemblata negli stabilimenti Austin, in Gran Bretagna. 95mila esemplari realizzati

· di Elisa Malomo

Nel 1970 General Motors, Luigi Chinetti e Zagato realizzano una coupé 2+2 a motore centrale destinata a restare un solo esemplare con numero di serie 001