Ultimo aggiornamento  14 maggio 2021 09:41

MobilitAria 2021: Milano maglia nera per lo smog.

Redazione ·

Neanche la pandemia da coronavirus e il conseguente lungo “lockdown” hanno fermato l’inquinamento nel nostro Paese. Soprattutto le grandi città del nord – Milano in primis – continuano a soffrire, e la situazione è peggiorata nella seconda metà del 2020, quando le restrizioni sono state progressivamente alleggerite. 

La conferma arriva dal rapporto 'MobilitAria 2021', realizzato da Kyoto Club e dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA), che ha preso in esame, come sempre, i 14 maggiori centri del nostro Paese.

I soliti noti

Lo studio ha analizzato in particolare la diffusione di due elementi, il diossido di azoto e il Pm10, tra i più nocivi. Riguardo al NO2 – soprattutto nella prima metà dell’anno ma con effetti che si sono protratti per tutti i dodici mesi - si è registrata una riduzione delle concentrazioni in tutte le città, a esclusione di Milano.

Il calo più significativo delle concentrazioni medie, rispetto al 2019, è stato registrato a Cagliari (-38%), Catania (-37%) e Palermo (-31 %). Nel capoluogo lombardo, invece, la situazione è rovesciata e a fine anno c'è stato un incremento del 7% rispetto al 2019.

Per quanto riguarda la concentrazione media annua di Pm10, in tutte le città prese in esame i valori nel 2020 risultano essere al di sotto dei limiti. Alcune di esse, tuttavia, hanno superato il limite giornaliero consentito più delle 35 volte previste nell'arco di un anno.

La situazione più critica si riscontra - anche nel 2020 - a Torino (98 superamenti), Milano (90), Venezia (88), Napoli (57) e Cagliari (38). Una buona notizia sul fronte polveri sottili, comunque, c’è: le concentrazioni di PM2,5 non indicano criticità in nessuna delle città  analizzate.

Nuova mobilità

Riguardo la mobilità urbana, lo studio analizza i provvedimenti adottati dalle amministrazioni delle città metropolitane che, nel 2020, hanno puntato maggiormente sulle due ruote. Il rapporto segnala infatti un potenziamento delle reti ciclabili e della mobilità attiva. Tra gli esempi migliori ci sono Milano (+ 67 chilometri), Roma (+ 33) Genova (+25), Venezia (+18) e Bologna (+16).

Da segnalare poi l’exploit della micromobilità condivisa, che quasi dappertutto ha esordito lo scorso anno: a Torino – dove era già operativa - si è registrato un aumento del 14% dei mezzi, mentre in altre realtà il servizio è partito con numeri robusti: è il caso di Milano con 3750 mezzi, Napoli (1050) e Bari (1000). In controtendenza, si registra una diminuzione del car sharing in quasi tutte le città, mentre il bike sharing, in sostanza, ha tenuto. 

Bisogna fare di più 

"Questa fase di sospensione della normalità - ha detto  il Direttore del CNR-IIA Francesco Petracchini - può essere impiegata per la pianificazione di una mobilità davvero sostenibile, che prenda vita anche grazie alle ingenti risorse destinate al futuro del Paese".

Più critica invece la coordinatrice del gruppo di lavoro 'Mobilità sostenibile' di Kyoto Club, Anna Donati: "Le risorse che il recovery plan dedica alle reti tramviarie, metropolitane e all'acquisto di nuovi autobus sono insufficienti, mentre quelle per la mobilità ciclabile non colmeranno il deficit attuale” afferma la portavoce dell'associazione.

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