Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2021 09:26

Jaguar XJ Pininfarina, questione di eredità.

Massimo Tiberi ·

Dare un’erede alla E-Type, l’icona della Jaguar in produzione dal 1961 al 1975 e che perfino Enzo Ferrari fu costretto a definire una delle auto più belle mai costruite: un compito veramente difficile per dirigenti e tecnici della casa britannica che, tra l’altro, alla metà degli anni Settanta sta attraversando una fase non felicissima nell’ambito del gruppo British Leyland dopo il ritiro del fondatore William Lyons.

La nuova coupé XJ-S è un auto che emana fascino, ma non può vantare lo straordinario appeal del modello che va a sostituire e l’unico motore disponibile, il 5,3 litri V12 già utilizzato sulle ultime E, assetato di benzina non è proprio il massimo in tempi di crisi energetica. La gamma poi si evolverà positivamente, con l’arrivo di versioni cabriolet e maggiori attenzioni ai consumi, ma bisognerà attendere fino al lancio delle XK8 e soprattutto delle odierne F-Type per vedere qualcosa in grado almeno di riecheggiare vagamente il mito.

Nuova proposta

Eppure nel 1978 l’opportunità di sorprendere ancora, suscitando le più forti emozioni e guardando ad un futuro all’avanguardia, si era presentata alla Jaguar sul palcoscenico del Salone di Birmingham, dove debutta la splendida concept XJ Spider Pininfarina. Da parte della prestigiosa carrozzeria piemontese la scelta di evitare le tentazioni retrò per una proposta assolutamente avanzata e originale, affermando comunque la tradizione esclusiva del marchio.

Roll-bar e fari a scomparsa

Se si fa eccezione per la “bocca” ovale che caratterizza il muso della vettura, praticamente nulla evoca la E, mentre nessun particolare viene ripreso dalla XJ-S, pur utilizzando la sua piattaforma di base. L’estrema “pulizia” delle linee aerodinamiche, tracciate da Leonardo Fioravanti anche sui dati della galleria del vento, si traduce in una semplicità che diventa subito eleganza formale. Elementi distintivi: il roll-bar, i fari a scomparsa, gli scudi paraurti integrati in materiale morbido sintetico, le luci posteriori a cornice del portatarga e i cerchi in lega ad imitazione dei classici a raggi. La verniciatura in verde, con capote chiara, verrà successivamente sostituita, per la rassegna di Ginevra del 1979, dall’abbinamento argento- marrone.

All’interno, i due posti sono completamente circondati dai rivestimenti in pelle, con plancia, fianchi e consolle centrale che fanno corpo unico in un insieme lussuosamente essenziale. La strumentazione è digitale e pratica la soluzione dell’ampio vano bagagli che comunica direttamente con l’abitacolo.

Dal punto di vista tecnico, la concept sfrutta le componenti della XJ-S, motore anteriore e trazione posteriore, con assetti rivisti ma con lo stesso voluminoso V12 da 285 cavalli abbinato ad un cambio automatico.

All’ammirazione che la Spider Pininfarina conquista, non farà però seguito la produzione, anche se in casa Jaguar non mancheranno studi e prototipi che ne traggono ispirazione. Certo, se fosse andata diversamente, la E-Type avrebbe avuto una degna erede.

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