Ultimo aggiornamento  14 maggio 2021 09:00

Siata Spring, oltre la Fiat.

Massimo Tiberi ·

Fondata nel 1926 da Giorgio Ambrosini, esperto nell’elaborazione dei motori, la Siata, Società Italiana Applicazioni Trasformazioni Automobilistiche, si dedica in particolare al potenziamento di modelli Fiat. Attività che riprende nel dopoguerra con vetture che utilizzano soprattutto componenti sempre della casa torinese, dalla Topolino alla 1400, dalla 600 alla 8V, ma ora anche con abiti fuoriserie. L’azienda diventa così una delle protagoniste della grande stagione dei nostri carrozzieri, affermandosi negli anni Cinquanta e Sessanta fino alla crisi che la porterà alla chiusura nel 1970.

Ultimo prodotto di un certo successo, la Spring, una piccola spider (lunghezza 3,54 metri) dai tratti retrò e con meccanica di derivazione Fiat 850, presentata nel 1967 dopo le indicazioni di un sondaggio promosso fra operatori del settore. Nonostante il motore posteriore, la linea si ispira allo stile anni Trenta di britanniche come le MG T-Type e si avvicina ad altri esempi italiani come l’Alfa Romeo Gran Sport Quattroruote di Zagato o la 500 Gamine di Vignale.

Due posti 

Il design riuscito, al quale collabora un giovane Enrico Fumia dal brillante futuro (sue saranno l’Alfa 164 e la Lancia Y), mette in evidenza particolari d’epoca: dal finto radiatore anteriore ai grandi parafanghi bombati, dalle portiere svasate con cerniere in vista al parabrezza ribaltabile, mentre la ruota di scorta può essere collocata all’esterno. La semplice capote in tela è smontabile e la lista degli optional comprende cerchi a raggi (di gran lunga i preferiti), pannelli trasparenti in plexiglas laterali e il tettuccio rigido. Nell’abitacolo i due sedili, gli stessi della 850 Spider Bertone, offrono sufficiente comodità e molte componenti sono riprese dalla gran serie, ma danno tono la plancia rivestita in legno, il volante sportivo e la strumentazione ad elementi circolari con contagiri a richiesta.

Nessuna modifica sostanziale dal punto di vista tecnico rispetto alla popolare utilitaria Fiat. Il motore offre 34 cavalli ed è accoppiato ad un cambio a quattro marce sincronizzate, le sospensioni sono tutte indipendenti e i freni a tamburo. Anche le prestazioni non si discostano dal modello di riferimento, con una velocità massima di circa 125 chilometri orari.

Costo contenuto

Il basso prezzo di 795mila lire, superiore appena di 45mila rispetto alla normale berlina, invoglia la clientela giovanile con vendite discrete e presenza all’estero, perfino negli Stati Uniti. Una variante, battezzata France, verrà offerta a 935mila lire con dotazione di accessori arricchita e il motore più spinto della 850 Special.

Apprezzata, la Spring non fermerà la sua corsa sopravvivendo anche alla chiusura della Siata. La produzione passa infatti nel 1971 all’azienda cagliaritana Orsa, Officina Realizzazioni Sarde Automobili, acquistata a sua volta nel 1972 dalla Iso Rivolta, che utilizzerà come base la Seat 850, derivazione spagnola della vettura Fiat. La cilindrata sale così a 900 centimetri cubici e la potenza a 47 cavalli per prestazioni superiori. Importante miglioramento, inoltre, l’adozione dei freni anteriori a disco.

La Spring uscirà di scena definitivamente nel 1975, dopo circa 3mila 500 esemplari costruiti, un risultato tutt’altro che negativo, e oggi è ben quotata sul mercato collezionistico con valutazioni che possono raggiungere i 20mila euro.

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