Ultimo aggiornamento  17 settembre 2021 12:25

Anci: omicidio stradale, la legge funziona.

Marina Fanara ·

"Sono trascorsi 5 anni dall'entrata in vigore della legge sull'omicidio stradale, un provvedimento che abbiamo fortemente caldeggiato e i risultati ottenuti finora confermano che avevamo ragione". Così il presidente dell'Anci (l'associazione dei Comuni italiani) Antonio Decaro commenta i dati emersi dal dossier realizzato dalle Polizie locali nel primo quinquennio dal varo della nuova norma, il 25 marzo 2016.

Primo fra tutti il numero degli incidenti mortali nelle grandi aree urbane (le 14 città metropolitane italiane) che nel periodo 2016-2021 è sceso da 2.129 a 1.718, mentre ammontano a 2.455 gli indagati per omicidio stradale e a 18.882 quelli per lesioni (la denuncia scatta in presenza di feriti con oltre 40 giorni di prognosi)

Grandi città più a rischio, ma morti in calo

Più in dettaglio, stando ai risultati del report e considerando tutte le città capoluogo di provincia (e non solo le metropoli), gli agenti della Polizia locale hanno rilevato 2.837 incidenti mortali, che hanno causato 2.932 decessi, di cui 1.014 pedoni e 232 ciclisti, e 306.746 sinistri con feriti. Considerando le grandi aree urbane, al primo posto c'è Roma dove negli ultimi 5 anni, sempre in base dall'attività della Polizia locale, si sono verificati 622 incidenti con 635 morti, seguono Milano (197 sinistri e 201 decessi), Napoli (137 incidenti mortali con 138 vittime), Torino (126 sinistri e 129 morti) e Genova (97 sinistri con 99 decessi).

In alcuni grandi agglomerati urbani comunque si tratta di numeri in calo: per esempio, nella Capitale rispetto al periodo 2010-2015 i morti sono diminuiti da 807 a 635; a Milano da 241 a 201, a Firenze da 86 a 47 e a Bologna da 92 a 73.

Ancora troppi pirati della strada

Per quanto riguarda il reato di omicidio stradale il dossier rileva che le persone indagate in Italia sono state 2.455, con 160 casi aggravati da guida in stato di ebbrezza e 135 sotto effetto di sostanze stupefacenti (135). Resta pesante l'odioso fenomeno dei pirati della strada: sono stati 183 gli incidenti in cui il responsabile è fuggito o non si è fermato a prestare soccorso alle vittime (persone che poi sono decedute).

Succede soprattutto nelle grandi città (Roma in primis con 57 casi  e Milano con 12) e i motivi sono riconducibili per lo più alla la mancanza di copertura assicurativa o al fatto di guidare senza patente (mai conseguita, sospesa o revocata).

L'impegno delle Polizie locali

L'Anci sottolinea anche il contributo garantito dagli agenti della Polizia locale nel monitoraggio e contrasto all'incidentalità stradale, ricordando che proprio le Polizie Locali rilevano mediamente ogni anno il 65% dei sinistri stradali mortali e con feriti (lo confermano i dati ACI-Istat) e il loro impegno continuo di giorno e di notte, 7 giorni su 7, anche durante la pandemia.

Non a caso, a gennaio 2020 il ministero dell'Interno, ha sottoscritto con L'Anci un accordo quadro che, si legge nella nota ufficiale, "assegna alle Polizie municipali un ruolo preminente nell'espletamento dei servizi di polizia stradale sulla viabilità urbana, comprensivo della rilevazione degli incidenti stradali, e prevede l'attuazione di progetti specifici rivolti al miglioramento dei servizi di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiori rischio".

“Sono ancora tante le vittime di incidenti, spesso provocati dalla distrazione di chi si mette alla guida, dalla scarsa consapevolezza dei rischi collegati alla propria condotta", conclude il presidente Decaro, "ma i dati riportati dal dossier testimoniano anche il gran lavoro che svolgono ogni giorno gli agenti delle Polizie locali, presidio fondamentale per la sicurezza delle nostre comunità, soprattutto a tutela degli utenti più deboli”.

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