Ultimo aggiornamento  14 aprile 2021 20:11

Distribuzione 50-50, la formula della sportività.

Angelo Berchicci ·

Realizzare una vettura sportiva è un po’ come costruire un castello di carte. Si può avere il motore più potente, la forma più aerodinamica e il telaio più rigido e leggero, ma senza una corretta distribuzione dei pesi il comportamento dinamico non sarà mai ottimale, e il castello crollerà alla prima curva.

Per evitare che ciò accada la costruzione deve essere perfettamente bilanciata, il che applicato al mondo delle auto significa ripartizione delle masse 50 e 50 tra avantreno e retrotreno. Una caratteristica che le Case, anche in tempi in cui l’elettronica consente miracoli sul piano della dinamica di guida, continuano a considerare la “formula aurea” per la produzione di auto sportive.

Varie strade percorribili

La distribuzione delle masse 50 e 50 (ovvero il 50% del peso grava sull'asse anteriore, e l’altro 50% su quello posteriore) è un benchmark per tutti i costruttori che vogliono realizzare vetture votate al piacere di guida, o quasi tutti. L’eccezione che conferma la regola è storicamente quella di Porsche, che sulla sua 911 adotta un motore a sbalzo con un peso nettamente sbilanciato sul posteriore.

L’architettura con cui è più semplice raggiungere la distribuzione ottimale delle masse è quella con motore in posizione posteriore-centrale, ma ciò non esclude che anche le soluzioni con propulsore anteriore e trazione posteriore (o integrale), possano essere altrettanto ben bilanciate, si pensi ad esempio alla Mazda MX-5, una vettura che da sempre fa scuola nella ripartizione dei pesi.

Il progresso tecnologico

L’Alfa Romeo è stata una delle prime Case a dare attenzione alla distribuzione dei pesi anche su vetture rivolte al grande pubblico, e non solo sui modelli più esclusivi. Negli anni ’70 e ’80 la Casa di Arese riuscì a raggiungere un’ottimale ripartizione delle masse sulle sue berline, grazie a una particolare disposizione degli organi meccanici chiamata schema Transaxle (la prima ad adottarlo fu l’Alfetta del 1972): il motore era all’anteriore, mentre frizione e cambio al posteriore, in blocco con il differenziale.

Oggi, per la fortuna dei costruttori, il progresso tecnologico ha reso più semplice raggiungere il corretto bilanciamento dei pesi, senza il bisogno di ricorrere a complicati “Tetris” fra parti meccaniche. Il downsizing ha generato propulsori più compatti, più facili da posizionare verso il centro della vettura, mentre l’uso intensivo di alluminio ha permesso di ridurre il peso delle componenti, e quindi la loro influenza sul bilanciamento dell’auto.

La rivoluzione elettrica, poi, ha portato ulteriori vantaggi da questo punto di vista, dal momento che l’elemento più ingombrante e pesante - il pacco batteria - è quasi sempre montato sul fondo: in questo modo il suo peso si distribuisce in maniera omogenea sull’interasse dell’auto, oltre ad abbassarne il baricentro.

Più divertimento e sicurezza

A questo punto verrebbe da chiedersi qual è l’utilità di avere una distribuzione dei pesi 50 e 50 sulla propria sportiva. Non è solo una questione di immagine, e basta una “gita” in pista per capirlo. Una ripartizione delle masse equilibrata permette di rendere più gestibili i trasferimenti di carico che la vettura subisce in frenata e accelerazione, quando il peso si sposta rispettivamente sull’anteriore e sul posteriore.

In un certo senso, aiuta a compensare le forze fisiche a cui è soggetta l’auto, con il risultato di avere un beccheggio meno accentuato, e meno problemi di sottosterzo e sovrasterzo. Un comportamento neutrale, come si dice in gergo, che aiuta ad andare forte, ma rende anche l’auto prevedibile nelle sue reazioni, aumentando divertimento di guida e sicurezza

Ti potrebbe interessare

· di Elisa Malomo

Dalla Chevrolet Corvette alla Ford Mustang, passando per l'Alfa Romeo Spider Duetto. Ecco i modelli ad alte prestazioni rimasti in produzione più a lungo. Alcuni fino a oggi

· di Edoardo Nastri

Divertenti e non troppo costose, le compatte pepate sono sempre più rare a causa delle alte emissioni. Ecco quelle con più di 180 cavalli presenti sul mercato