Ultimo aggiornamento  14 aprile 2021 20:17

La corsa di James Glickenhaus.

Elisa Malomo ·

Quando si legge il nome di James Glickenhaus, c'è sicuramente di mezzo una vettura potente e fuori dall'ordinario. La scuderia americana del produttore cinematografico sarebbe al lavoro per la realizzazione della 007S, versione stradale della hypercar che scenderà in pista nel Wec (World Endurance Championship), 24 Ore di Le Mans compresa. Gli esemplari saranno 24, soglia minima – ma non obbligatoria - per la partecipazione al campionato: ciascuno di questi potrebbe sviluppare una potenza superiore a quella del bolide da gara con un prezzo a partire da circa 2 milioni di euro.

Sono pochi i dettagli finora svelati. Sulla nuova edizione destinata a circolare su strada, alla targa e al clacson si aggiungeranno due posti nell'abitacolo, con configurazione “uno avanti e due dietro”. Inoltre, secondo il fondatore dell'atelier, l'auto sarebbe in grado di sviluppare una potenza massima di 1.400 cavalli, quasi il doppio di quella da corsa che, da regolamento, non può superare quota 670. Anche Toyota ha anticipato un progetto simile da applicare al suo prototipo da pista GR010, mentre Peugeot è intenzionata a concentrarsi solo sulla vettura da competizione.

Obiettivo Le Mans

Quello della stradale è un progetto importante per il team americano, ma il vero obiettivo, come per altri appassionati di motori e velocità, resta la partecipazione a Le Mans. Lo scorso febbraio la Scuderia Cameron Glickenhaus ha testato per la prima volta il potente V8 Pipo da 3,5 litri biturbo che spingerà le due 007 Lmh nel Wec e, in particolare, sul Circuit de la Sarthe. I collaudi sono ancora in corso, ma lo stesso produttore ha dichiarato che i test sulla hypercar hanno ottenuto buoni risultati prima sul tracciato di Vallelunga poi su quello di Monza.

Collezionista prima di tutto

L'avventura nell'universo motoristico di Glickenhaus è iniziata poco dopo aver collezionato auto d'epoca uniche nel loro genere. Non vetture qualsiasi, ma one-off firmate Ferrari: Dino Competizione del 1967, P3/4 vincitrice di Le Mans 1967, 412 P, 166 Spider Corsa – certificata come la più antica Ferrari esistente – e la 512S modulo disegnata da Paolo Martin per Pininfarina. Poi nel 2006 fonda la Scuderia Cameron Glickenhaus per lo sviluppo della P4/5 e poco dopo prende il via il ciclo di vetture denominate Scg, dalla 003 del 2015 alla più recente 007 che correrà nella prossima gara di endurance francese.

Ipotesi a idrogeno

Partire dai set cinematografici di Hollywood e arrivare a costruire alcune delle più potenti hypercar in circolazione non è cosa da tutti. Ma James Glickenhaus, a cui non mancano le idee né i soldi per realizzarle, non sembrerebbe volersi più fermare. Lo scorso gennaio ha pubblicato su Twitter il concept di un bolide alimentato a celle a combustibile in grado di andare con un pieno di idrogeno da New York a Los Angeles, per un'autonomia complessiva di circa 4.500 chilometri. Quasi tremila in più di quelli dichiarati dalla Hyperion XP-1.

Un altro progetto ambizioso, e forse più realistico, è quello di trasformare la Scg Boot (conosciuta anche con il codice “005”), fuoristrada omaggio all'omonimo veicolo con cui Steve McQueen partecipò alla Baja 1000 nel 1967, in un estremo pickup a idrogeno. Anche in questo caso, i dettagli tecnici si riducono a una manciata di numeri impressionanti: i dati dichiarati parlano infatti di un'autonomia di quasi 1700 chilometri per permettere, in futuro, alla vettura di partecipare alla gara nel deserto e terminarla senza rifornimenti. Chissà se anche questo sogno di Glickenhaus potrà trasformarsi in realtà.

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· di Elisa Malomo

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