Ultimo aggiornamento  02 dicembre 2022 17:11

Voltswagen, che pazzia.

Paolo Borgognone ·

La divisione Usa di Volkswagen non cambia nome in Voltswagen of America per “perseguire l'obiettivo di spostare tutte le persone da punto a punto con i veicoli a batteria,” come si leggeva in un  comunicato stampa sul sito del gruppo tedesco il 30 marzo. A dirlo il 31 marzo è un portavoce di Volkswagen of America, che fa marcia indietro: “La ridenominazione in Voltswagen è stata pensata per essere un pesce d'aprile, che sottolineasse il lancio dell’ ID.4 – suv completamente elettrico in arrivo nei concessionari americani in queste settimane - e per segnalare il nostro impegno a portare la mobilità elettrica a tutti".

Insomma, tutto sarebbe stato un passo falso dell'ufficio marketing di Volkswagen negli Usa. Che ha avuto però ripercussioni nel mondo, tanto da portare addirittura a un’impennata del titolo azionario dopo che il 29 marzo “per errore” viene pubblicata sul sito del costruttore una comunicazione ufficiale che riporta  il cambio di nome.

La "notizia" viene ripresa da alcune testate americane che comunque, prima di renderla pubblica, chiedono spiegazioni e ricevono conferma della autenticità del messaggio dal gruppo, corredato anche dall’indicazione di un nuovo colore del logo che avrebbe contraddistinto le elettriche.   

Conferma ufficiale

Superato il legittimo dubbio che si tratti di un pesce d’aprile anticipato, la storia diventa globale. Il giorno successivo arriva anche la conferma definitiva, sotto forma di un comunicato stampa, pure in questo caso apparso sul sito del costruttore e divulgato attraverso i canali social.

La comunicazione è corredata da dichiarazioni dei vertici aziendali americani che parlano di “un futuro che si incarna nel diventare l’auto elettrica del popolo” e impreziosito da una digressione cromatica sulle differenza tra il “dark blue” del logo Volkswagen tradizionale e quello “light blue” delle auto contrassegnate da Voltswagen.

Il tutto diventa così credibile da far volare anche i mercati azionari con il titolo che guadagna il 4,7% (le azioni privilegiate) e addirittura il 10,3% quelle ordinarie. Chissà se la Sec – l’ente americano di controllo della Borsa, di solito molto severo quando qualcuno gioca al rialzo – ci riderà su o deciderà di aprire un’inchiesta. 

Il 31 marzo il costruttore fa marcia indietro, in attesa di possibili ulteriori sviluppi.  

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