Ultimo aggiornamento  25 ottobre 2021 09:14

Blocco Canale di Suez, l’impatto sull’auto.

Edoardo Nastri ·

Lo sblocco del Canale di Suez, ostruito da martedì scorso dalla porta container Ever Given, potrebbe avvenire nelle prossime ore grazie al lavoro di 12 rimorchiatori e all’arrivo dell’alta marea. L'Autorità del Canale ha dichiarato che il cargo "ora galleggia". Il danno calcolato per il mancato passaggio delle merci (ogni giorno transitano dal canale oltre 50 colossi del mare stracolmi di container) è di circa 9,6 miliardi di dollari al giorno.

Gli effetti negativi dell’incaglio interessano tutta l’industria globale e quella dell’auto non fa eccezione. In una comunicazione alla stampa Audi ha affermato di non vedere al momento gli effetti del blocco, visto che il percorso dura diverse settimane. Tuttavia "lo stop potrebbe influenzare le consegne di vetture" e le forniture di diversi componenti attualmente in viaggio verso le proprie destinazioni e il cui transito è al momento ancora bloccato.

I ritardi nelle spedizioni di componenti 

I rallentamenti hanno interessato anche l’industria della componentistica, le cui spedizioni sono particolarmente attive sulla cruciale tratta che mette in collegamento Europa e Asia. La società tedesca BASF, ad esempio, che produce rivestimenti e plastiche per l’industria dell’auto, ha affermato che si prevedono ritardi nelle spedizioni: “E’ presto per avere una stima dell’impatto sulle catene di approvvigionamento. L’entità dipenderà dalla durata dell’interruzione”, ha detto un portavoce della società.

I ritardi potrebbero farsi ancora più gravi del previsto a causa della politica industriale di molti costruttori basata su consegne precise e puntuali senza grandi quantità di pezzi a magazzino: “Le scorte sono sufficienti per brevi periodi e la fornitura avviene nella grande maggioranza dei casi da produttori asiatici”, ha detto alla Reuters Daniel Harlid, analista di Moody's, tra le maggiori agenzie di rating al mondo.

10 giorni in più per passare dall'Africa 

Dopo lo sblocco del Canale di Suez l’industria dovrà fare i conti con la grande congestione dei porti a causa dello smaltimento delle merci accumulate e per il ritorno alla normalità potrebbero volerci settimane. Alcuni costruttori, come il gruppo Bmw e Volkswagen, escludono comunque impatti negativi sulla situazione produttiva, almeno a breve termine.

L’associazione dell’industria automobilistica tedesca ha fatto sapere che le compagnie di navigazione stanno valutando, in accordo con i costruttori, di percorrere la tratta che circumnaviga parte del continente africano. Il percorso prevede circa 10 giorni di navigazione in più, ma la regolare ripresa della circolazione all’interno del Canale di Suez potrebbe essere ancora lontana considerato il traffico di imbarcazioni ormai da smaltire: al momento si contano oltre 370 navi bloccate in attesa di passaggio.

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