Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2021 05:13

Usa, il piano Biden per le infrastrutture.

Paolo Borgognone ·

Come promesso durante la campagna elettorale, il neo presidente americano Joe Biden sta accelerando sulle riforme in campo economico e si appresta a varare – dopo quello per la ripresa post Covid-19 – un altro pacchetto di misure, queste dedicate alla rinascita infrastrutturale del Paese, con un’attenzione particolare ai trasporti, alle scuole e alle comunità più disagiate. Maggiori particolari si avranno la prossima settimana quando Biden dovrebbe illustrare il piano – per il quale si parla di un investimento complessivo da 3mila miliardi di dollari di cui 1.000 proprio per le strade - nei dettagli durante una visita a Pittsburgh.

Nella sua prima conferenza stampa da presidente, intanto, il numero uno della Casa Bianca ha confermato che le infrastrutture sono le prime che verranno prese in considerazione e che l’esecutivo è già al lavoro per individuare le coperture necessarie alla spesa. Tra le ipotesi l'aumento dell'aliquota dell'imposta sulle società al 28% dal 21%, quella sul reddito per chi guadagni più di 400mila dollari l’anno. Non è neanche in discussione, invece, la possibilità di attingere a un aumento della tassa sui carburanti - ferma dal 1993 - un’eventualità che Biden aveva escluso già durante la campagna elettorale perché andrebbe a penalizzare le fasce più basse della popolazione. L’opposizione repubblicana in Parlamento ha preannunciato battaglia.

Parla Buttigieg

Quasi in contemporanea con la conferenza stampa di Biden si è svolta un’audizione parlamentare sugli stessi argomenti da parte del segretario ai Trasporti Pete Buttigieg. Quest’ultimo ha confermato come l'imminente pacchetto di misure avrà “un impatto sulla sicurezza economica e diplomatica dell'America in tutto il mondo. Vediamo altri paesi che ci precedono, con conseguenze per la competizione globale. La Cina spende ogni anno per le sue infrastrutture più di Stati Uniti e l'Europa messi insieme. Lo status quo delle infrastrutture americane è una minaccia per il nostro futuro collettivo”.

In primo piano, secondo Buttigieg c’è la questione ambientale: “Ogni dollaro che spendiamo per ricostruire dopo un disastro causato dal clima impazzito è un dollaro che avremmo potuto spendere per costruire un sistema di trasporto più competitivo, moderno e resiliente che produca emissioni significativamente inferiori. Questo deve cambiare".

Un parlamentare repubblicano ha espressamente chiesto al segretario se – in linea con le spinte all’elettrificazione che l’amministrazione Biden ha già intrapreso - avrebbe sostenuto una legge che imponesse in tutto il Paese lo stop alla vendita di veicoli con motore a combustione interna a partire dal 2035, come annunciato  lo scorso autunno dal governatore della California Gavin Newsom. Buttigieg ha risposto: "Non ho sentito nulla in tal senso a livello federale. Ma ci sono aziende come General Motors che si stanno muovendo per proprio conto per eliminare gradualmente la produzione di questi veicoli. Sembra che sia quella la direzione verso la quale è diretta l'industria automobilistica degli Stati Uniti”.

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