Ultimo aggiornamento  15 ottobre 2021 21:57

Volkswagen Bulli, 65 anni e non sentirli.

Edoardo Nastri ·

L'8 marzo di sessantacinque anni fa iniziava ad Hannover la produzione del Bulli, mitico pullmino Volkswagen diventato il simbolo della beat generation. Sono più di 9,2 milioni gli esemplari del modello costruiti nello stabilimento di Stöcken (Hannover) dal 1956 in sei generazioni, di cui 1,8 milioni solo della prima serie.

“Possiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato qui ad Hannover. La storia dello stabilimento è unica e fortemente legata a quella del Bulli e di tutte le persone che qui hanno costruito milioni di esemplari di questo veicolo così speciale”, dice Carsten Intra, capo dei dipartimento veicoli commerciali di Volkswagen.

"Ad Hannover anche suv elettrici dal 2024" 

L’impianto di Stöcken era stato inizialmente pensato per soddisfare la crescente richiesta di Bulli che ormai il solo stabilimento centrale di Wolfsburg, dove il Bulli veniva prodotto dal 1950, non era più in grado di soddisfare. Oggi sono più di 14.800 le persone impiegate nello stabilimento per circa 10,3 milioni di veicoli prodotti dalla sua inaugurazione. Oltre al Bulli ad Hannover sono stati costruiti anche Maggiolino, LT 1, LT 2, Taro, Crafter e il pickup Amarok.

Oggi ad Hannover si costruisce anche il T6, il Bulli di sesta generazione, ma il costruttore tedesco sta trasformando le linee di produzione per l’ID.Buzz, il nuovo Bulli 100% elettrico, la cui realizzazione inizierà nel 2022 e che potrebbe essere presentato a settembre al Salone dell’auto di Monaco di Baviera. “Non solo. Dal 2024 ad Hannover costruiremo anche veicoli elettrici premium con architettura suv per altri marchi del gruppo per i quali sono stati investiti 680 milioni di euro”, dice Carsten Intra.

"E' un mito che rinasce" 

L’ID.Buzz è stato svelato sotto forma di concept car al Salone di Detroit nel 2017 come erede a zero emissioni del Bulli, destando curiosità e interesse tra il pubblico. Il merito è anche del design realizzato dal team di Klaus Bischoff, oggi numero uno dello stile di tutto il gruppo Volkswagen, che è riuscito a richiamare la prima generazione del mitico van proiettandola nel futuro. Totale assenza di spigoli, carrozzeria bicolore e frontale con il grande logo del marchio in posizione centrale: pochi ingredienti per una linea immortale. “E’ un mito che rinasce”, diceva Bischoff durante la presentazione.

Il Bulli del futuro sfrutta la piattaforma Meb pensata espressamente per vetture 100% elettriche e verrà offerto in diverse varianti di carrozzeria, in particolare per il trasporto passeggeri o per la logistica, e differenti dimensioni (il prototipo è lungo 4,9 metri, largo e alto 1,9 metri). Grande modularità anche per i sistemi propulsivi: sarà disponibile a trazione anteriore o integrale con pacchi batteria di diversa grandezza per un’autonomia fino a 600 chilometri. 

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