Ultimo aggiornamento  27 novembre 2021 10:18

Jeep Easter Safari, ecco la Wrangler elettrica.

Edoardo Nastri ·

Dal 27 marzo al 4 aprile torna il Jeep Eastern Safari, il raduno organizzato dal costruttore americano in Utah (Stati Uniti) - l’edizione 2020 è stata annullata a causa della pandemia - dove gli appassionati si ritrovano per mettere alla prova i loro modelli su diversi percorsi in fuoristrada.

Per il marchio americano l’evento è da sempre una vetrina per presentare diverse novità legate in particolare agli accessori di personalizzazione dei modelli sviluppati dalla divisione Jeep Performance Parts di Mopar, società di componentistica del gruppo Stellantis. L’edizione di quest’anno porta al debutto sette concept car, tra cui c’è la Wrangler elettrica. Ecco quali sono le tre più eccentriche.

Wrangler Magneto

Per la Wrangler elettrica Jeep ha scelto una carrozzeria a tre porte senza tetto né portiere, gomme tassellate da 35 pollici, assetto rialzato e vistosi rollbar blu abbinati a una carrozzeria bianca. Tuttavia la cosa che rende davvero unico questo modello, al momento ancora in fase prototipale ma che dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno, è il powertrain.

La Jeep a zero emissioni è spinta da un motore elettrico da 209 chilowatt (285 cavalli) abbinato a un cambio manuale a sei marce per una coppia di 370 newtonmetri distribuita sulle quattro ruote motrici da un sistema di trazione integrale tradizionale.

Il propulsore è alimentato da un pacco di batterie al litio da 70 chilowattora (autonomia non ancora dichiarata) inserito in un involucro idrorepellente per non compromettere la capacità del veicolo di guadare corsi d’acqua profondi fino a 76 centimetri. La Wrangler elettrica supporta il sistema di ricarica a 800 Volt ed è in grado di accelerare da 0 a 100 all’ora in circa 7 secondi.

Jeepster Beach

La Jeepster Beach è una concept che unisce passato e futuro. Se esterni ed interni riprendono in tutto e per tutto la Jeepster Commando del 1968, la meccanica è dell’attuale Wrangler di serie. Ecco allora spiegato il motivo del corpo vettura squadrato con parabrezza e frontale verticali, dei proiettori tondi e di un colore bronzo molto anni 70. Gli interni sono stati rivisti in chiave moderna ed è stato aggiunto il sistema infotainmet oggi montato sulle Wrangler di serie. Nella parte posteriore i progettisti hanno rimosso il divanetto e installato un rollbar cromato per ragioni di sicurezza.

La propulsione invece è dei giorni nostri. La vettura è spinta dal 2.0 quattro cilindri a benzina delle Wrangler di serie ma la cui potenza è stata portata a 340 cavalli per una coppia massina fino a 500 newtonmetri.

Wrangler Orange Peelz

L’arancione acceso della Orange Peelz non è l’unico elemento a dare brio a questa concept car. La vettura è stata disegnata prendendo come riferimento diversi modelli a cielo aperto del costruttore americano: ecco perché tutta la parte alta composta da tetto, montanti e vetri (non sono previsti quelli laterali), può essere facilmente rimossa per un’esperienza di guida a diretto contatto con la natura. I rivestimenti degli interni seguono un motivo a scacchiera arancione e nero. 

Sotto al cofano batte il noto 3.6 V6 a benzina da 289 cavalli in grado di sviluppare 353 newtonmetri di coppia gestita da quattro ruote motrici e cambio automatico a 8 rapporti. Per contenere gli enormi pneumatici da 37 pollici sono stati realizzati dei passaruota esterni rispetto alla carrozzeria colorati in nero. Il prototipo è rialzato di 5 centimetri rispetto alla versione di serie e monta equipaggiamenti specifici come il verricello elettrico anteriore per uscire o far uscire dalle situazioni più complicate. 

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