Ultimo aggiornamento  25 ottobre 2021 10:06

Usa, i Dem rilanciano il piano per le elettriche.

Paolo Borgognone ·

Dopo l'approvazione della legge da 1.900 miliardi di dollari in aiuti per uscire dalla crisi economica portata dalla pandemia di coronavirus, il nuovo governo Usa si appresta ad aprire un nuovo capitolo sulle riforme: sul tavolo la transizione elettrica per la mobilità, inclusa nel piano generale di svolta “green” dell’amministrazione Biden.

A rilanciarla è il leader della maggioranza al Senato, Chuck Schumer, che ha parlato di un ambizioso progetto che vuole portare tutti gli americani a cambiare la propria auto, scegliendone una elettrica.

“Si tratta di un piano audace – ha detto il senatore di New York  in un'intervista al giornale online "The Verge"- studiato per accelerare la transizione verso veicoli non inquinanti, ma anche per sviluppare l'infrastruttura di ricarica, e far crescere i posti di lavoro americani. Obiettivo finale è avere ogni auto prodotta in America elettrica entro il 2030, e ogni auto sulla strada a zero emissioni entro il 2040". 

Nei dettagli

Il primo passo per portare avanti questa rivoluzione è quello degli incentivi all’acquisto. In un editoriale apparso sul New York Times nel 2019, era stato proprio Schumer a riproporre l’idea di un sistema simile al “Cash for Clunckers” (contanti per catorci), il contributo alla rottamazione, lanciato da Obama nel 2009.

Schumer non ha quantificato gli incentivi che sarebbero previsti nel nuovo piano ma ha detto che saranno “sostanzialmente superiori” ai 7.500 dollari di credito d’imposta federali garantiti oggi dal governo in caso di acquisto di un’elettrica.

Infrastruttura e industria

Il piano dei dem americani vuole anche fornire incentivi diretti ai costruttori per eliminare gradualmente la produzione di veicoli con motore a combustione interna e agevolazioni fiscali per i proprietari di immobili per installare caricabatterie in case o condomini. Infine, propone di aiutare con sovvenzioni dirette i governi locali per migliorare ed espandere la rete nazionale di stazioni di ricarica.

Schumer distribuirebbe subito 45 miliardi di dollari per aggiornare le infrastrutture e 17 miliardi per incoraggiare i produttori a modificare le fabbriche e destinarle alle elettriche.

Così come è stato disegnato, si stima che il piano costerà 454 miliardi di dollari in 10 anni. Una cifra che è solo una parte degli oltre 2.000 miliardi che Biden ha detto di voler spendere nell’ambito della proposta per le infrastrutture e il clima.

I sì e i no

Da quando ha annunciato il piano, Schumer ha cercato il sostegno dei sindacati e dei produttori di auto. Finora, tre potenti sigle di rappresentanti dei lavoratori - Afl-Cio, Uaw e Ibew - hanno approvato la proposta. Col loro supporto, il leader della maggioranza è convinto che l'iter di approvazione potrà essere più agevole.

Gli oppositori mettono però in risalto alcune lacune e rappresentanti del partito repubblicano hanno sottolineato come sarebbe meglio che lo stato spendesse i propri soldi per migliorare la condizione delle infrastrutture già esistenti.

Altro punto interrogativo è quello sulla rete elettrica nazionale: i veicoli elettrici sono effettivamente “verdi” solo quanto lo è l’energia che le alimenta. Secondo la US Energy Information Administration, il 38 % della fornitura di energia della nazione proviene dal gas naturale, il 23% dal carbone, il 20% dall'energia nucleare, e solo il 17% da fonti rinnovabili come il vento, il solare e l'idroelettrico.

Schumer ha risposto, sottolineando di essere uno degli sponsor della proposta di legge “Thrive Act” che richiede investimenti federali per aumentare la quota di energia rinnovabile. Tra gli 83 parlamentari firmatari ci sono anche il senatore  del Massachussets Ed Markey  e la rappresentante alla camera per New York Alexandria Ocasio-Cortez co-autori del “Green New Deal.

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