Ultimo aggiornamento  28 novembre 2022 23:38

La Moke di James Bond torna (a batteria).

Angelo Berchicci ·

Tra le “Bond car” è forse quella più atipica. Stiamo parlando della Mini Moke guidata dal famoso Agente 007 in alcune scene del film “Vivi e lascia morire” (Live and let die), del 1973. Un’azienda statunitense, la Moke America, ha realizzato una replica della spiaggina utilizzata dall’agente segreto, mossa da un’alimentazione elettrica.

Riprende l'auto di 007

Questa particolare Moke prende il nome di “San Monique Edition”, come la fittizia isola caraibica in cui è ambientato il film, e riprende fedelmente l’estetica della vetturetta guidata da Roger Moore. L’auto è verniciata interamente di bianco, compresi i cerchi, e presenta un tetto pieghevole Bimini, come il tendalino delle barche, a strisce bianche e azzurre.

Al posteriore la copertura della ruota di scorta riporta il nome dell’edizione speciale e il simbolo del microstato di fantasia in cui si svolgono le avventure di James Bond. L’auto, tuttavia, non è una replica fedele dell’originale Mini Moke, in quanto è stata ripensata partendo da un corpo vettura di maggiori dimensioni e un’alimentazione 100% elettrica.

Il minimo indispensabile

La batteria di 12 chilowattora permette un’autonomia massima di 65 chilometri, mentre il motore eroga una potenza di 20 cavalli e 95 newtonmetri di coppia, sufficienti a spingere i 1.050 chili della spiaggina fino a una velocità di 40 chilometri orari.

L’auto può essere ricaricata dalla presa domestica in 8 ore circa. Inoltre, non mancano accessori moderni, come l’impianto audio bluetooth e la retrocamera. Prodotta in un numero limitato di esemplari, la San Monique Edition si aggiunge alle altre repliche elettriche della Mini Moke che l’azienda americana produce dal 2016, offrendo ai clienti possibilità di personalizzazione praticamente infinite. La vetturetta, tuttavia, è disponibile solo per il mercato statunitense.

Nasce come veicolo militare

La Mini Moke, basata sull’omonima vettura creata da Sir Alec Issigonis, nacque nel 1964 a seguito di una commessa militare. L’esercito britannico chiese infatti alla British Motor Corporation un veicolo leggero paracadutabile, ispirato all’americana Jeep Willys. Le ruote dal diametro ridotto, tuttavia, ne limitavano le capacità in fuoristrada, e la Moke venne ripensata come un veicolo civile, ma destinato a utilizzi lavorativi.

Anche in questa veste la vettura ebbe scarso successo in Gran Bretagna, per via della ridotta capacità di carico e dell’assenza di tetto e portiere, sostituite con elementi in tela, che mal si sposavano con il clima dell’isola. La produzione cessò quindi nel 1968, con sole 1.500 unità vendute delle 15mila prodotte.

Una seconda vita

La Moke, tuttavia, ebbe una seconda vita a partire dal 1966 in Australia, dove ne era iniziata la produzione presso gli stabilimenti BMC di Sydney. Qui la vetturetta conobbe un autentico successo come auto per il tempo libero e lo svago.

Venne ampiamente utilizzata nelle località balneari, nei campi da golf e divenne un oggetto di tendenza, gettonato dai vip in particolare nelle località esotiche (celebre è l’esemplare verde militare guidato da Brigitte Bardot a Saint-Tropez). La produzione in Australia terminò nel 1981 dopo 26mila esemplari realizzati, per poi proseguire fino al 1993 in Portogallo e in Italia, dove era assemblata dalla Cagiva. 

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