Ultimo aggiornamento  07 febbraio 2023 03:42

Opel Mokka, cambio di rotta.

Edoardo Nastri ·

MILANO – La seconda generazione della Opel Mokka è cambiata da cima a fondo. La compatta abbandona il segmento C (quello delle vetture lunghe circa 4,3 metri) e arriva nel segmento B con un look totalmente nuovo e decisamente più modaiolo. La vettura ha cambiato anche piattaforma e adotta la CMP sviluppata dal gruppo Psa (oggi Stellantis) che può ospitare motorizzazioni termiche o 100% elettriche. Nuovo anche il passaporto: dalla Corea del Sud la produzione è stata trasferita a Poissy, appena fuori Parigi.   

Lunga 4,1 metri, larga 1,8 e alta 1,5, la nuova Mokka ha proporzioni che le conferiscono l’aspetto di un crossover compatto al passo con i tempi. La parola d’ordine è flessibilità: “La Mokka offre tutte le motorizzazioni pensate per ogni possibile cliente esistente: dalle più tradizionali benzina e diesel alla versione elettrica, fiore all’occhiello della gamma”, ci racconta Ciro Papa, direttore marketing di Opel Italia. Per il mercato italiano il costruttore si aspetta un mix di vendita pari al 70% per le versioni a benzina, 15% elettriche e 15% diesel.

Purezza formale e tecnologia

Il primo cambiamento netto col passato è nello stile. Poche linee, volumi muscolari e ordine definiscono l’aspetto della nuova Mokka. Il frontale è stato ridisegnato intorno al “Vizor” un’unica mascherina che raggruppa al suo interno proiettori e logo. Per definire maggiormente i volumi il centro stile di Rüsselsheim guidato da Mark Adams ha giocato con abbinamenti di colore, cromature e dettagli con cromie a contrasto che arrivano fino al posteriore, anch’esso caratterizzato da ordine formale con la fanaleria composta da due segmenti di Led.

La stessa impostazione la ritroviamo negli interni. Le principali funzioni sono mostrate dai due schermi di strumentazione e infotainment (nella versione più accessoriata rispettivamente da 12 e 10 pollici) facili da leggere e gestire anche durante la guida. Sulla consolle centrale troviamo invece i tasti fisici per la gestione delle modalità di guida. Nelle versioni con cambio automatico le marce si inseriscono da un cursore un po’ piccolo e il cui utilizzo non è così immediato. Di contro, l’eliminazione della classica leva del cambio automatico, ha permesso ai progettisti di ricavare più spazio di stivaggio nella consolle centrale.

Su strada con benzina ed elettrica

Abbiamo guidato la nuova Mokka sulle strade di Milano e provincia sia in versione termica che a batteria. Il 1.2 turbo benzina tre cilindri da 130 cavalli spinge bene fin dai bassi regimi grazie a 230 newtometri di coppia e a un cambio automatico a otto marce (AT-8), fluido e preciso. La Mokka si guida con grande facilità nel traffico urbano o in autostrada, merito della posizione di guida rialzata e di superfici vetrate generose. Nel parcheggio è di grande aiuto la telecamera posteriore, capace di un’apertura grandangolare di 180 gradi per vedere ben più dell’occhio umano. Lo sterzo è leggero ma preciso, mentre gli interventi del cruise control adattivo (uno dei tanti sistemi di assistenza alla guida della vettura) non sono mai bruschi.

La Mokka-e (elettrica) è esteticamente identica alla versione con motore termico a parte qualche minimo dettaglio (come la dicitura “e” su portellone posteriore e montante centrale). Sotto al cofano, invece, cambia tutto. Qui c’è un motore elettrico da 100 chilowatt (136 cavalli) e 260 newtonmetri di coppia, alimentato da un pacco batterie da 50 chilowattora posizionato nel pianale per un’autonomia dichiarata di 324 chilometri.

Nonostante si senta il peso del grande pacco batterie, la Mokka elettrica rimane agile e le sospensioni continuano a smorzare bene anche i pavé cittadini più disallineati. Lo spunto è ottimo (0-50 in 3,7 secondi) grazie a tutta la coppia disponibile al tocco dell’acceleratore, mentre la spinta alle velocità più alte si assesta proponendo valori simili al benzina più potente. Selezionando dal cambio la modalità “B” al rilascio dell’acceleratore l'auto rallenta in maniera poderosa offrendo una frenata rigenerativa consistente, ma non si arriva mai alle ruote ferme. La Mokka supporta la ricarica con trifase da 22 chilowatt o corrente continua fino a 100 chilowatt, quest’ultima permette di fare il pieno di energia (all’80%) in mezz’ora.

Motori, allestimenti e prezzi

Oltre alle versioni che abbiamo provato, la Mokka è disponibile anche con il 1.2 turbo benzina in versione da 100 cavalli (205 newtonmetri di coppia) oppure con il turbo diesel 1.5 da 110 cavalli (250 newtonmetri di coppia). Cinque gli allestimenti: Edition, Elegance, Gs Line, Gs Line+ e Ultimate.

La nuova Mokka è in vendita nei concessionari italiani da sabato 20 marzo con prezzi a partire da 22.200 euro per la versione termica e da 34.250 euro per l’elettrica (incentivi statali esclusi). 

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