Ultimo aggiornamento  21 ottobre 2021 01:34

Le youngtimer di Stellantis: cabrio per tutti (5ª puntata).

Edoardo Nastri ·

Piccole cabrio per divertirsi senza spendere troppo, per chi desiderava quel qualcosa in più senza dover ricorrere a motori potenti o a modelli particolarmente esuberanti. L’idea del divertimento ha guidato la progettazione di due piccoli successi degli anni ’90: Fiat Punto Cabrio e Peugeot 306 Cabriolet. Nate a Torino nel 1994, rispettivamente negli stabilimenti Bertone e Pininfarina, un tempo erano acerrime nemiche, oggi invece sarebbero parte dello stesso gruppo: Stellantis.   

Fiat Punto Cabrio

La Punto Cabriolet è una delle declinazioni della famosa berlina compatta Fiat. Nel 1994, a solo un anno dal debutto, il costruttore torinese decide di realizzare oltre alle architetture a tre e cinque porte anche una versione cabriolet con capote in tela, dedicata a un pubblico più giovane per accrescere il successo del modello che diventerà l’utilitaria più venduta d’Europa.

Le modifiche allo stile originario della Punto berlina (disegnata da Giorgetto Giugiaro) furono affidate alle matite della carrozzeria Bertone, che venne incaricata anche della produzione in serie del modello. Se frontale e profilo rimasero fedeli al progetto originario, le modifiche si concentrarono sul posteriore dove la famosa fanaleria a sviluppo verticale lungo il montante C lasciò il posto a quella orizzontale e squadrata (già proposta dallo stesso Giugiaro come alternativa ai fanaloni verticali). Via anche il tetto per una capote in tela che si ripiega manualmente in pochissimi secondi dietro ai poggiatesta posteriori.

Gli interni sono rimasti gli stessi della berlina, progettati dal centro stile Fiat in collaborazione con l’Italdesign di Giugiaro. La Punto Cabrio (3,7 metri di lunghezza, 1,6 di larghezza e 1,4 di altezza) venne commercializzata in due motorizzazioni prima di uscire di produzione nel 2001: il basico 1.2 a benzina da 58 cavalli di potenza con allestimento S, o il più sprintoso 1.6 da 88 cavalli in allestimento ELX dotato di interni in velluto e contagiri. 

Peugeot 306 Cabriolet

Nello stesso anno (1994) Pininfarina iniziava sempre a Torino la produzione della Peugeot 306 Cabriolet (4,1 metri di lunghezza, 1,7 di larghezza e 1,3 di altezza), variante a cielo aperto della famosa berlina compatta francese, la cui ingegnerizzazione, costruzione e sviluppo era stata affidata in ogni sua parte alla carrozzeria torinese.

La piccola francese con capote in tela è stata un successo. A cinque anni dal suo arrivo sul mercato la 306 Cabriolet aveva già raggiunto le 152mila unità, di cui 10mila solo nel 1998. “E’ una vettura elegante e sportiva, rigida ma confortevole per un’ottima guidabilità”, diceva Sergio Pininfarina. Le linee filanti erano dovute anche alla lunghezza maggiorata del corpo vettura rispetto alla versione berlina che hanno permesso ai progettisti di ottenere migliori proporzioni e un vano all’interno del bagagliaio dove stivare la capote.

L’abitacolo razionale poteva ospitare comodamente fino a quattro persone, mentre la lista di optional includeva anche climatizzatore, interni in pelle, sistema Abs e la possibilità di avere un hard top da montare durante la stagione invernale. Al lancio e fino al restyling del 1997 i motori disponibili erano il benzina 1.8 da 103 cavalli e dal 1996 anche il 2.0 da 123 cavalli. Successivamente arrivarono un 1.6 da 88 cavalli e un 2.0 da 133. La Peugeot 306 Cabriolet rimase in produzione fino al 2002.  

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